Venerdì 5 giugno 2026
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Francia. Vigilanza sul consumo dei cloni di bovini

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Sara' possibile un domani consumare senza problemi latte e carne di animali clonati? Il quesito, gia' sollevato due anni fa da Food and Drug Administration e' al centro del rapporto che Pascale Briand, direttrice dell'agenzia per la sicurezza sanitaria degli alimenti Afssa, ha presentato il 25 novembre.
Alla luce della "limitata efficienza" e del "costo elevato" della clonazione per trasferimento nucleare -quello che ha dato la nascita alla pecora Dolly nel 1996- "non e' concepibile, per lo meno allo stato attuale, che i prodotti derivati direttamente dalla clonazione siano utilizzati per il consumo. Per contro, la tecnica della clonazione potrebbe (.) essere usata negli allevamenti per perpetuare genitori di alto valore. E' percio' probabile che, in un futuro piu' o meno prossimo, alcuni prodotti (latte, carne) derivati dai discendenti di animali nati per clonazione (e non i cloni stessi) vengano proposti ai consumatori".
Se l'analisi degli esperti di Afssa riguarda soprattutto i bovini, le loro conclusioni sono trasferibili ad altri animali d'allevamento. In materia di sicurezza sanitaria, i dati acquisiti su latte e carne suggeriscono che gli animali discendenti dai cloni possano essere trattati come i loro equivalenti derivati da una riproduzione classica. "Osservazioni pertinenti sono gia' state fatte, ma il loro numero e' troppo esiguo per autorizzare una generalizzazione", sottolineano gli esperti, che giudicano indispensabile procedere ad esami piu' approfonditi basati su diversi parametri biologici. Inoltre, prima d'autorizzare qualsivoglia commercializzazione, essi suggeriscono d'accumulare dati relativi agli animali provenienti direttamente da una clonazione, ma anche e soprattutto dei loro discendenti, e di farlo per numerose generazioni.
In questa vicenda non si deve poi dimenticare che le bestie clonate soffrono -o muoiono- di vari disturbi con una frequenza piu' alta del normale. Cio' impone di procedere ad esami piu' approfonditi di quelli che si fanno su animali ottenuti per via sessuata. I relatori invitano dunque a procedere alla "valutazione delle caratteristiche fisiologiche e zootecniche dei cloni e dei loro discendenti per almeno due generazioni". Di conseguenza, essi auspicano la creazione sia di un filone di ricercatori dediti allo studio specifico di questi animali sia di un comitato che presieda e vigili su questi lavori. Su questi due punti s'attende la posizione dell'Istituto nazionale della ricerca agronoma e la decisione del Governo.
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