Fratello vicepresidente condannato in Usa per narcotraffico
La vicepresidente della Colombia, Marta Lucia Ramirez, e' finita al centro delle polemiche dopo la rivelazione, a oltre vent'anni di distanza, che suo fratello e' stato condannato per narcotraffico negli Stati Uniti negli anni novanta. A rivelarlo e' stato il portale "La Nueva Prensa" sulla base di documenti pubblici del sistema giudiziario statunitense, che danno contro dell'arresto di Bernardo Ramirez Blanco, questo il nome del fratello della vicepresidente, nel 1997 e delle prove a suo carico. L'uomo era stato accusato di avere introdotto eroina negli Usa attraverso i cosiddetti "muli" e condannato a 57 mesi di carcere da un tribunale del distretto sud della Florida. Il nome della vicepresidente compare quando Marta Lucia Ramirez, all'epoca presidente di Invercolsa, si presenta in tribunale assieme a suo marito, l'immobiliarista A'lvaro Rincon, per intercedere per suo fratello facendo da garante sulla cauzione da 150 mila dollari che avrebbe dovuto pagare per essere rilasciato in attesa del processo.
In un comunicato pubblicato sulla questione la vicepresidente assicura che quella firmata e' stata solo una garanzia. "Abbiamo dovuto aiutarlo firmando una garanzia, per garantire che si sarebbe presentato in tribunale, come in effetti ha fatto (...) E' stato condannato a 4 anni e mezzo di prigione e 23 anni fa e' stato rilasciato per aver scontato la pena. Da allora si dedica a lavorare onestamente, oggi e' un brav'uomo e con la sua famiglia conduce una vita dignitosa e onesta (...) Gli attacchi alla mia famiglia fanno parte di una strategia sistematica per screditarmi", ha scritto la vicepresidente. Sul tema e' intervenuto anche il presidente Ivan Duque. "23 anni fa Marta Lucia Ramirez e la sua famiglia hanno vissuto una tragedia per il crimine commesso da una persona cara. Superando questa sfortunata situazione, ha servito il paese con onore e dedizione patriottica. Tentare di infangare una donna degna e coraggiosa per la condotta di un parente e' un atto di vilta' e diffamazione", ha scritto Duque sul suo account Twitter.
(Nova)
In un comunicato pubblicato sulla questione la vicepresidente assicura che quella firmata e' stata solo una garanzia. "Abbiamo dovuto aiutarlo firmando una garanzia, per garantire che si sarebbe presentato in tribunale, come in effetti ha fatto (...) E' stato condannato a 4 anni e mezzo di prigione e 23 anni fa e' stato rilasciato per aver scontato la pena. Da allora si dedica a lavorare onestamente, oggi e' un brav'uomo e con la sua famiglia conduce una vita dignitosa e onesta (...) Gli attacchi alla mia famiglia fanno parte di una strategia sistematica per screditarmi", ha scritto la vicepresidente. Sul tema e' intervenuto anche il presidente Ivan Duque. "23 anni fa Marta Lucia Ramirez e la sua famiglia hanno vissuto una tragedia per il crimine commesso da una persona cara. Superando questa sfortunata situazione, ha servito il paese con onore e dedizione patriottica. Tentare di infangare una donna degna e coraggiosa per la condotta di un parente e' un atto di vilta' e diffamazione", ha scritto Duque sul suo account Twitter.
(Nova)
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