Frattini: contro clandestini, maggiore collaborazione con Paesi d'origine
Per fronteggiare l'emergenza immigrati occorre una "collaborazione più stretta" con i Paesi come la Romania e la Bulgaria oltre che l'attuazione degli accordi già esistenti tra l'Italia e gli Stati dai quali provengono i migranti. Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea e dato per sicuro come nuovo ministro degli Esteri, spiega in un'intervista a Il Messaggero quale politica si dovrebbe attuare nei confronti dell'immigrazione. "La materia - dice Frattini in relazione alle proposte della Lega di reintrodurre dei visti di ingresso - è di assoluta competenza dell'Europa e non possiamo noi intervenire autonomamente sugli Stati comunitari. Però per i Paesi che non sono Schengen, come la Romania e la Bulgaria, i controlli sono già previsti. Dovrebbe esserci una collaborazione più stretta con questi Paesi in modo che si possano seguire i flussi di cittadini che vengono nel nostro Paese". In particolare Frattini sottolinea l'importanza di "dare attuazione all'accordo che stipulò il ministro Amato qualche settimana prima dell'ingresso della Romania nella Ue e che prevede una collaborazione stretta tra i due Paesi". In particolare Frattini pensa all'istituzione delle "pattuglie di controllo italo-rumene", settore nel quale - secondo il commissario Ue - il governo Prodi non ha agito concretamente. Le linee guida proposte da Franco Frattini puntano decisamente verso la collaborazione con i Paesi da cui partono i migranti: "Servirà - ha spiegato - procedere stringendo accordi con i singoli Stati affinché riprendano i propri cittadini. Così si è mosso il governo Zapatero - ha aggiunto Frattini citando le politiche di un governo europeo di sinistra - quando ha dovuto affrontare l'emergenza clandestini delle Canarie"
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