Domenica 7 giugno 2026
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Frattini rassicura collega rumeno su pacchetto sicurezza

U.E. - ITALIA
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"Rapporti piú amichevoli e intensi che mai" sostiene il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Nell'ambito di relazioni cosí complesse, come quelle tra Italia e Romania, è facile che sorgano punti sensibili a cui vogliamo trovare soluzioni improntate all'amicizia" puntualizza il collega romeno Lazar Comanescu, al termine di un faccia a faccia alla Farnesina mirato ad appianare i contrasti alimentati dal pacchetto-sicurezza del Silvio IV.

Il governo italiano punta a rafforzare ulteriormente le già forti relazioni economiche con quello romeno per rassicurarlo contro i rischi di una possibile deriva xenofoba con l'introduzione delle nuove misure contro la criminalità e l'immigrazione clandestina.
Lo ha fatto con la missione a Bucarest, la settimana scorsa, del ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. Lo ripeterà oggi, nella visita alle autorità romene del ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi.

L'obiettivo sembra piú vicino dopo il colloquio di ieri fra i due capi delle diplomazie, che hanno dato l'ok a un vertice periodico intergovernativo su tutti i principali temi bilaterali, e hanno firmato un accordo sulla protezione per i minori romeni non accompagnati presenti sul territorio italiano. "Da parte delle autorità italiane, abbiamo avuto assicurazione che tutte le misure (che Roma intende prendere con il pacchetto sicurezza, ndr) sono e saranno sempre in linea con le direttive Ue" spiega Comanescu in una conferenza stampa, al fianco di Frattini. Ora si lavora insieme per "evitare qualsiasi atto che possa apparire anche lontanamente di tipo xenofobo".

"Ho suggerito alcune cose - aggiunge il ministro romeno - e a livello di esperti troveremo le soluzioni piú adatte per collaborare". Comanescu si dice convinto che l'Italia rispetterà una netta distinzione fra la libertà di circolazione dei cittadini comunitari e le problematiche relative ai cittadini "di Stati terzi". "I cittadini romeni sono e saranno considerati alla stregua di cittadini di un qualsiasi Paese membro dell'Ue" riferisce il capo della diplomazia romena. Ovviamente, dice ancora, è "naturale che coloro che commettono reati debbano pagarne le conseguenze sulla base dei regolamenti vigenti nell'Unione europea".

Sugli extracomunitari, Italia e Romania sostengono il patto europeo per l'immigrazione che la Francia intende inserire tra le priorità del suo semestre di presidenza Ue, che inizierà il primo luglio: "Il patto - rimarca Frattini - riguarderà e deve riguardare i cittadini non comunitari". Dal canto suo, Comanescu garantisce che le minacce di ritorsione nei confronti delle imprese italiane in Romania non avranno alcun seguito: "Gli italiani presenti nel nostro paese sono considerati meglio di altri, e se ne apprezza il lavoro e il contributo allo sviluppo economico della Romania".

"Ci sono piú di 25mila aziende italiane che operano in Romania" ricorda Comanescu, aggiungendo: "Allo stesso tempo, e penso che siate tutti d'accordo, che anche la comunità romena in Italia, per la maggior parte, sia un fattore di crescita economica e di avvicinamento tra Romania e Italia. Gli atti dei singoli - insomma - non possono essere considerati i reati di una nazione intera".

Fra i dossier di interesse comune, oltre all'immigrazione, Frattini cita la conferenza sul Mar Nero e l'Adriatico che sarà organizzata a Roma, la convergenza italo-romena sull'Unione per il Mediterraneo di Sarkozy (giudicata una "prospettiva eccellente") e i Balcani occidentali. Ma c'è "soprattutto l'economia", visto il massiccio interscambio che nel 2006 ha raggiunto la cifra record di 10,6 miliardi di euro e i robusti investimenti in Romania di grandi gruppi italiani, come Enel, Pirelli, Unicredit, Finmeccanica, Geox e Generali.

Il capitale che viene investito in Romania ammonta ad oltre 850 milioni di euro. Nel paese operano otto banche con capitale italiano. Ma è un legame a doppio filo, perch, ormai in Italia sono state avviate circa 17mila imprese e attività commerciali di cittadini romeni. "Ci siamo sempre trovati dalla stessa parte per obiettivi comuni" rimarca Comanescu. Non a caso, "l'Italia è stata fra i principali sostenitori dell'ingresso della Romania nell'Unione Europea". I due paesi, concludono i ministri, "sul piano bilaterale e in ambito comunitario, continueranno a lavorare insieme".
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