Frattini ridimensiona le previsioni: la Libia non puo' essere gendarme Ue
La lotta all'immigrazione clandestina, anche se non e' l'unico punto affrontato nel Trattato di Amicizia italo-libico, rimane una chiave di lettura fondamentale per entrambi i Paesi che, con la firma dell'accordo (avvenuta a Bengasi il 30 agosto scorso), si impegnano a collaborare 'insieme' per prevenire il problema, pattugliare e proteggere le frontiere della Libia. A ribadire l'importanza di uno sforzo comune e di un lavoro unitario contro l'immigrazione illegale e' stato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel corso di un convegno italo-libico avvenuto alla Farnesina. Ma, secondo il capo della Diplomazia italiana, non si puo' 'pretendere che la Libia sia il gendarme dell'Europa', anzi e' necessario 'puntare ad un insieme di sforzi e di azioni comuni'. Inoltre 'si deve tener conto delle preoccupazioni' dei libici e 'capire che per la Libia e' fondamentale innanzitutto salvare la vita ai propri fratelli africani'.
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