Frattini sull'immigrazione clandestina: affrontarla a livello europeo
L'immigrazione clandestina non si arresta flagellando le coste sud dell'Europa ed e' ormai chiaro che si tratta di un problema comune che non puo' essere delegato ai singoli Stati: occorre quindi al piu' presto un Accordo tra l'Unione europea e la Libia. Le forme ed i modi del controllo dei flussi migratori sono uno dei punti forti al centro della riunione dei dieci Paesi mediterranei della Ue che si sta svolgendo a Taormina dove e' emerso con chiarezza che gia' nel 2009 l'Unione europea dovra' affrontare il nodo immigrazione.
Uno degli obiettivi di questo foro informale di discussione, ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini, e' proprio quello di concordare una posizione comune di questi dieci Paesi ('Olive Group', composto da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Romania, Bulgaria e Slovenia) da portare con forza all'attenzione delle prossime presidenze di turno della Ue, quella ceca e, quindi, quella slovena.
'Vogliamo raggiungere un'intesa politica e rendere chiaro che la dimensione mediterranea deve rimanere nell'agenda politica dell'Unione e quindi chiediamo alle prossime presidenze di turno del 2009 di non dimenticare il Mediterraneo', ha detto il titolare della Farnesina dopo la prima giornata di lavori.
All'interno delle tematiche mediterranee centrale resta il dossier dell'immigrazione clandestina: 'l'Europa deve parlare con una sola voce e c'e' oggi la necessita' di negoziare con la Libia un accordo Europeo perche' - ha sottolineato Frattini - non basta piu' un accordo bilaterale tra Roma e Tripoli'.
Completamente d'accordo con la posizione italiana si e' detto il segretario di Stato spagnolo, Diego Lopez Garrido: 'dobbiamo costruire una strategia mediterranea, abbiamo la necessita' di rilanciarla con una visione strategica e strutturata. E soprattutto dobbiamo creare un equilibrio tra le politiche di attenzione nei confronti dell'Est Europa ed il sud-Europa'.
D'altronde l'immigrazione resta un tema caldo in Italia, nonostante la brutta stagione abbia rallentato il flusso di barconi tra l'Africa del nord, principalmente dalla Libia, e la sponda sud dell'Europa. Non a caso e' intervenuta la Lega Nord sull'argomento: 'in questo momento il tema principale per i Paesi dell'Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo deve essere quello del blocco dei flussi di clandestini', ha detto Claudio D'Amico, deputato della Lega Nord. 'E' importante che si agisca in modo concentrico sui Paesi di partenza, di transito e di arrivo dei flussi dei clandestini, senza abbandonare i singoli Stati europei al proprio destino. Per la Lega Nord infine 'non e' tollerabile che tra Paesi dell'Unione Europea si permetta il passaggio di clandestini quando essi sono diretti verso un altro Paese membro'.
Uno degli obiettivi di questo foro informale di discussione, ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini, e' proprio quello di concordare una posizione comune di questi dieci Paesi ('Olive Group', composto da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Romania, Bulgaria e Slovenia) da portare con forza all'attenzione delle prossime presidenze di turno della Ue, quella ceca e, quindi, quella slovena.
'Vogliamo raggiungere un'intesa politica e rendere chiaro che la dimensione mediterranea deve rimanere nell'agenda politica dell'Unione e quindi chiediamo alle prossime presidenze di turno del 2009 di non dimenticare il Mediterraneo', ha detto il titolare della Farnesina dopo la prima giornata di lavori.
All'interno delle tematiche mediterranee centrale resta il dossier dell'immigrazione clandestina: 'l'Europa deve parlare con una sola voce e c'e' oggi la necessita' di negoziare con la Libia un accordo Europeo perche' - ha sottolineato Frattini - non basta piu' un accordo bilaterale tra Roma e Tripoli'.
Completamente d'accordo con la posizione italiana si e' detto il segretario di Stato spagnolo, Diego Lopez Garrido: 'dobbiamo costruire una strategia mediterranea, abbiamo la necessita' di rilanciarla con una visione strategica e strutturata. E soprattutto dobbiamo creare un equilibrio tra le politiche di attenzione nei confronti dell'Est Europa ed il sud-Europa'.
D'altronde l'immigrazione resta un tema caldo in Italia, nonostante la brutta stagione abbia rallentato il flusso di barconi tra l'Africa del nord, principalmente dalla Libia, e la sponda sud dell'Europa. Non a caso e' intervenuta la Lega Nord sull'argomento: 'in questo momento il tema principale per i Paesi dell'Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo deve essere quello del blocco dei flussi di clandestini', ha detto Claudio D'Amico, deputato della Lega Nord. 'E' importante che si agisca in modo concentrico sui Paesi di partenza, di transito e di arrivo dei flussi dei clandestini, senza abbandonare i singoli Stati europei al proprio destino. Per la Lega Nord infine 'non e' tollerabile che tra Paesi dell'Unione Europea si permetta il passaggio di clandestini quando essi sono diretti verso un altro Paese membro'.
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