Frequenze tv. Il Governo non c'entra
"Il Ministero dello Sviluppo Economico rileva che il Piano delle frequenze televisive non rientra tra le sue competenze ma che e' stato votato all'unanimita' dal Consiglio dell'Autorita' di Garanzia per le Comunicazioni (AGCOM)". Lo ha affermato il ministero per i Rapporti col Parlamento Elio Vito, rispondendo in aula al leader di Idc Antonio Di Pietro, che aveva presentato un'interrogazione sulla quota di frequenza riservate alle emittenti locali. "Il Ministero - ha proseguito Vito - ha il solo compito di assegnare le risorse pianificate sulla base di quanto stabilito dall'Autorita', nella fattispecie con la delibera citata nella Sua interrogazione. In particolare pianificando 25 reti nazionali aventi caratteristiche di equivalenza con una copertura del territorio superiore all'80 per cento della popolazione, l'Autorita' ha messo sullo stesso piano tutti gli operatori televisivi, presenti e futuri, in linea con quanto richiesto dalla Commissione europea. Il Ministero comunica che, secondo l'AGCOM la pianificazione e' stata svolta in perfetta coerenza con le disposizioni normative vigenti. Inoltre, con l'uso estensivo della tecnica isofrequenziale, gia' sperimentata con successo nella regione Sardegna, sono stati raggiunti gli obiettivi indicati dalla delibera del 2009. Tali obiettivi, secondo la stessa Autorita', sono complessivamente superiori alle risorse 'coordinate' per l'Italia previste dall'Accordo di Ginevra del 2006. La maggior parte delle reti nazionali indicate in tale piano, sono interamente isofrequenziali e possono quindi raggiungere la copertura richiesta del territorio nazionale mediante l'impiego di un'unica frequenza".
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