Martedì 9 giugno 2026
Menu

Fumo. 11 milioni di dipendenti, 85.000 morti all'anno

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'In Italia ci sono 11 milioni di fumatori e i decessi sono 85.000 all'anno. Nella sola citta' di Milano sono 500mila le persone che convivono con questa dannosa abitudine'. Il professor Delfino Legnani, direttore del Dipartimento di Pneumologia dell'Ospedale Sacco di Milano, in occasione dell'inaugurazione del Centro Antifumo presso la struttura ospedaliera, ha elencato oggi dati allarmanti sulla diffusione del fumo nel nostro Paese, ma non solo. 'Si pensi che nell'Unione europea - ha detto - muoiono 650mila persone ogni anno per il fumo. Un numero enorme, pari a tutta la popolazione di Malta e Lussemburgo. Una strage silenziosa che viene resa ancor piu' drammatica dal fatto che vanno aggiunte al conto 19mila vittime del fumo passivo'.
'Un altro dato risulta particolarmente significativo - evidenzia il direttore generale del Sacco Alberto Scanni -: in Italia nel 2009 fumava il 23% della popolazione, quasi una persona ogni quattro, ma soltanto 12 mesi prima la percentuale si assestava al 22,2%. Nonostante la diffusione delle informazioni sui rischi del fumo, non sembra scemare il numero di quanti decidono di accendersi una sigaretta'.
Scomponendo il dato segnalato da Scanni, si scopre che l'incremento del 2009 riguarda sia i maschi che le femmine (con il passaggio per i primi dal 28,6% al 29,5% e per le seconde da 16,3% a 17%) e che interessa in particolar modo i giovani tra i 25 e i 34 anni: in questa fascia la percentuale di fumatori arriva al 31,4%. Sempre nel 2009 la vendita di sigarette e' pero' calata del 3,1% rispetto all'anno precedente e del 9,8% rispetto al 2003 (anno della legge Sirchia): 'Questo dato non sconfessa quello sull'aumento dei fumatori - evidenzia il dottor Davide Raiteri, pneumologo del Sacco -, anzi avvalora la tesi sul fatto che a irrobustire le fila dell'esercito dei fumatori siano sempre piu' giovani e giovanissimi: a fronte della diminuzione delle vendite dei pacchetti di sigarette si e' registrato un vigoroso aumento (pari al 26%) della vendita del tabacco trinciato, quello utilizzato per le sigarette fai da te, al quale ricorrono i ragazzi a causa del costo inferiore'.
A dimostrare la volonta' dei fumatori di uscire dal 'gorgo' di rischi nel quale sono precipitati c'e' un altro dato: il 41% dei fumatori avrebbe tentato di smettere nell'ultimo anno. 'Cio' significa - interviene Legnani - che un alto numero di persone e' consapevole dei rischi e cerca una soluzione. Il centro antifumo risponde a questa esigenza.
Si consideri pero' il fatto che nonostante siano numerosi i fumatori che cercano di smettere pochissimi si rivolgono ai centri antifumo, optando in alcuni casi per strategie fai da te. A Milano nel 2008 soltanto 1600 persone sono state trattate nei diversi centri gia' attivi. C'e' ancora molto da fare, i ragazzi andrebbero educati gia' nei primi anni di scuola prevedendo momenti dedicati esclusivamente a questo argomento'.
'L'Organizzazione mondiale della sanita' considera ormai da tempo il fumo come una malattia - interviene ancora Scanni - e per me che sono oncologo e' importante sottolineare che dalla combustione del tabacco vengono liberate 250 sostanze nocive (come la nicotina) e 62 sostanze cancerogene. Non dobbiamo mai stancarci di ripeterlo: il fumo causa piu' morti di alcool, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi assieme!'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →