Sabato 6 giugno 2026
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Funerali religiosi per Giovanni Nuvoli

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Giovanni e' stato schiodato dalla croce che ha portato per sette anni'. E' una delle frasi che hanno suscitato piu' emozione, pronunciate da don Potito Niolu, parroco della Chiesa di San Giuseppe, nell'omelia della messa funebre per Giovanni Nuvoli, morto lunedi' notte nella sua villetta di Alghero.
Per l'ultimo addio all'ex arbitro di calcio e rappresentante di commercio sono arrivati in tanti e non tutti sono riusciti a entrare nella chiesa. In prima fila, separati proprio dalla bara, da una parte si sono sedute la moglia Maddalena Soro e i figli di lei (Silvana e Gianpiero, a cui Giovanni Nuvoli ha fatto da padre per 17 anni), e dall'altra la mamma, Natalina, e le sorelle, Antonietta e Paola, con altri congiunti. I due gruppi di sono praticamente ignorati, a conferma di un rapporto incrinato da anni. Nei primi banche il sindaco di Alghero, Marco Tedde, l'europarlamentare radicale, Marco Cappato, l'anestesista Tommaso Ciacca, che il 10 luglio era stato bloccato dai carabinieri mentre si recava a casa Nuvoli con l'intento di dar dar corso - come aveva poi spiegato lui stesso - alla volonta' del malato, provvedendo a sedarlo e staccare il respiratore.
Prima della benedizione finale, vi sono stati due brevi interventi dall'altare della moglie e della figlia Silvana che ha ricordato Piergiorgio Welby.

IL RICORDO DI WELBY - "Piergiorgio Welby e' oggi qui con noi". Ai funerali dei padre acquisito Giovanni Nuvoli, morto lunedi' notte dopo uno sciopero della fame e della sete, Silvana, figlia di Maddalena Soro, la compagna dell'ex arbitro alghere ha ricordato nel pomeriggio ad Alghero il malato di sla al quale un anestesista ha staccato le macchine che lo tenevano in vita.
"Ringrazio Silvana per il ricordo che ha voluto fare, in chiesa, di Piergiorgio", ha poi dichiarato la moglie, Mina Welby, copresidente dell'associazione Coscioni, ai microfoni di Radio Radicale. "Le sue parole e gli applausi dei fedeli presenti sono stati per me un momento di grande commozione". A Silvana e a Maddalena Soro confesso pure che il 23 luglio, alla notizia della sentenza del giudice in merito al dottor Riccio e al caso di Piergiorgio, il mio pensiero e' andato subito a Giovanni, con la speranza che con questo precedente anche per lui fosse arrivata la fine della sofferenza. Purtroppo era gia' tardi. La morte di Giovanni e' stata una morte terribile, ma al tempo stesso una grande prova di impegno e di coraggio".
"Maddalena", ha poi aggiunto Mina Welby rivolta alla compagna di Nuvoli, "io ti sono vicina. Come donne dobbiamo dare il nostro impegno, anche nel piccolo, ma per raggiungere grandi obiettivi".

"Ringrazio Silvana per il ricordo che ha voluto fare, in chiesa, di Piergiorgio". Così Mina Welby, la moglie di Welby, ha detto ai microfoni di Radio Radicale le parole della figlia di Maddalena Soro, moglie di Giovanni Nuvoli.
"Le sue parole e gli applausi dei fedeli presenti sono stati per me un momento di grande commozione - ha continuato Mina Welby - A Silvana e a Maddalena confesso pure che il 23 luglio, alla notizia della sentenza del giudice in merito al dottor Riccio e al caso di Piergiorgio, il mio pensiero è andato subito a Giovanni, con la speranza che con questo precedente anche per lui fosse arrivata la fine della sofferenza".
"Purtroppo era già tardi. La morte di Giovanni è stata una morte terribile, ma al tempo stesso una grande prova di impegno e di coraggio. Maddalena - Mina Welby ha continuato rivolta direttamente alla moglie di Giovanni Nuvoli - io ti sono vicina.
Come donne dobbiamo dare il nostro impregno, anche nel piccolo, ma per raggiungere grandi obiettivi".

MONS.SGRECCIA, GIUSTO IL FUNERALE RELIGIOSO - E' stata una buona scelta pastorale il funerale religioso per Giovanni Nuvoli, 53 anni da 7 ammalato di sclerosi multipla amiotrofica, attaccato ad un respiratore artificiale, lasciatosi morire rifiutando per giorni acqua e cibo. Lo ha detto a radio vaticana mons.Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita entrando nel merito di un dibattito pubblico che riflette sul diverso trattamento riservato a Welby.
'Si', - ha spiegato Sgreccia - la concessione dei funerali religiosi a chi si lascia morire o nel caso che abbiamo in considerazione o in altri casi simili o di suicidio, viene regolata dall'autorita' pastorale del luogo in base ad alcuni criteri: quando c'e' un'esplicita opposizione alla fede cattolica, un dichiarato rifiuto dei Sacramenti, e' chiaro che non si puo' dare il funerale religioso anche per rispettare la volonta' del paziente stesso, per non imporre una religiosita' per forza, dall'esterno. Quando questo non risulta e ci sono situazioni drammatiche, la Chiesa solitamente interpreta in maniera benigna e concede il funerale religioso. Io penso che in questo caso sia stato applicato un criterio pastorale comprensivo, andando incontro ad una situazione che e' stata di lunga sofferenza. Quindi, noi dobbiamo ritenere che non solo e' pienamente legittimo ma accompagnarlo con la nostra preghiera, perche' le sofferenze affrontate da questo nostro fratello siano state incontrate dalla misericordia e dalla ricchezza di grazia del nostro Signore Gesu' Cristo, Redentore di tutta l'umanita''.

TRIBUNALE SASSARI, MAI ADOTTATO PROVVEDIMENTI - Il Tribunale di Sassari non e' stato investito di alcuna richiesta ne' ha adottato provvedimenti di sorta nella vicenda di Giovanni Nuvoli. L'ha precisato il presidente, Giovanni Porqueddu, in merito alle dichiarazioni dell'europarlamentare radicale Marco Cappato che ha definito una 'morte indegna' quella del malato di Sla, 'parlando di scelta obbligata dello Stato italiano e in particolare per avere le forze dell'ordine impedito, su decisione della Procura e del tribunale di Sassari, l'intervento di un medico anestesista.
Il dott. Porqueddu ha anche precisato che il giudice della Sezione distaccata di Alghero, Maura Nardin, investito dell'istanza di nomina di un amministratore di sostegno in favore di Nuvoli, ha affermato 'il diritto personalissimo di ogni cittadino a manifestare direttamente senza intermediazioni di sorta e avvalendosi degli strumenti tecnici oggi disponibili, la propria volonta circa la prosecuzione o meno di trattamenti sanitari'.
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