Il futuro dei nuovi media e della Rete secondo Calabro' (Agcom)
Nei confronti dei new media, cosi' come di quelli tradizionali, il principale meccanismo di tutela del cittadino-utente riguarda il libero accesso alle fonti di informazione e il fatto che queste siano 'molteplici e indipendenti'. E' il presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabro', ad escludere cosi' la necessita' di una regolamentazione ad hoc per i nuovi mezzi di comunicazione in un'intervista all'Adnkronos.
Grazie agli interventi messi in atto dall'Agcom proprio al fine di aprire il settore a nuovi operatori 'stanno per fare il loro ingresso nel settore televisivo italiano nuovi operatori nazionali (quali De Agostini) ed imprese multinazionali (quali le americane Turner e Walt Disney, e la svedese Airplus)', annuncia Calabro', mentre 'ad altri dara' spazio la conversione alla televisione digitale'.
'Non siamo piu' ai tempi delle Citta'-Stato, dove lo scambio di informazioni e opinioni - spiega - avveniva in piazza, nell'Agora'.
L'informazione e' allora come oggi fondamentale per una vita libera e responsabile. Ora, nelle democrazie moderne, i principali, se non unici, meccanismi di tutela dei cittadini riguardano il libero accesso alle fonti di informazione ed il fatto che queste siano molteplici ed indipendenti. Per il resto, se si eccettua la difesa dei diritti fondamentali del cittadino, ogni ulteriore intervento potrebbe minare le stesse basi di una convivenza democratica. E' per questo che l'Autorita' si e' mossa per aprire il settore della comunicazione a nuovi operatori indipendenti', italiani ed internazionali. 'Ad altri dara' spazio la conversione alla televisione digitale'.
La molteplicita' delle fonti passa anche dai diversi canali di accesso ad esse, come si rilevera' dal Rapporto dell'Osservatorio Multicanalita', progetto di ricerca condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano che sara' presentato il 29 gennaio. 'Oggi, in Italia e' possibile piu' che altrove accedere all'informazione tramite una molteplicita' di mezzi, dalla televisione al cellulare. Questa immensa mole di informazioni che e' disponibile per i cittadini deve essere ovviamente in qualche modo filtrata; ma l'azione di filtro - sottolinea il presidente dell'Agcom - deve essere fatta a livello individuale attraverso il proprio patrimonio culturale, e non a livello centralizzato da un regolatore o peggio da un censore'.
Anche per quanto attiene la distinzione tra informazione e comunicazione pubblicitaria, che nei new media, non e' sempre netta 'le regole ci sono - osserva Calabro' - e sono state appena aggiornate a livello europeo con la nuova direttiva comunitaria sui servizi audiovisivi (che ha sostituito la 'vecchia' regolamentazione 'Tv senza frontiere'). Le nuove regole si estendono sia alle nuove forme di pubblicita' sia a new media. L'Autorita' e' poi intervenuta in alcuni casi con propri regolamenti per disciplinare ambiti che non erano del tutto chiari e per tutelare i diritti degli utenti (per esempio con riguardo ai cosiddetti mini spot). Oltre a cio' - osserva - rischieremmo di determinare un assetto invasivo che lederebbe gli interessi di tutti, cittadini ed imprese'.
In quale modo l'Agcom si adegua a mutamenti cosi' rapidi e profondi in un settore delicato e strategico come quello dell'informazione/comunicazione?
'In primo luogo, il contesto regolamentare comunitario e nazionale del settore delle comunicazioni si sta aggiornando ancora una volta. Come ho detto - spiega Calabro' - sono cambiate le regole nel settore audiovisivo, e stanno modificandosi anche nelle telecomunicazioni, dove siamo giunti in poco piu' di un decennio al terzo quadro regolamentare. E' fondamentale che in un settore cosi' dinamico le regole si adattino tempestivamente, e cerchino di essere addirittura prospettiche (come dicono gli anglosassoni 'forward looking'). In secondo luogo anche la nostra applicazione delle regole si sta evolvendo per assecondare i mutamenti tecnologici e di mercato. Abbiamo definito assetti regolamentari che al contempo siano pro-competitivi ed incoraggino gli operatori ad investire nel settore. Si pensi alla nuova regolamentazione dell'accesso alla rete fissa di Telecom Italia. Per far cio' l'Autorita' si sta attrezzando con personale sempre piu' qualificato; abbiamo infatti indetto concorsi trasparenti e rigorosi che ci assicureranno un sempre maggiore bagaglio di conoscenze ed expertise'.
'Infine, abbiamo aperto un canale di intensa collaborazione con le migliori Universita' italiane (Bocconi, Politecnico di Milano, Universita' di Roma ecc.) che ci permettera' di analizzare i possibili interventi nel settore della comunicazione alla luce di tutte le conoscenze che sono sull'attuale frontiera del sapere', afferma ancora il presidente dell'Agcom.
Quanto alla diffusione della banda larga, che e' alla base della possibilita' di usufruire delle tecnologie di informazione multicanale, Calabro' osserva come l'Autorita' puo' incoraggiare gli operatori ad investire 'con regole incentivanti' ma non puo' sostituirsi al mercato o alle amministrazioni da cui e' necessario arrivi un ulteriore sforzo in questa direzione. Sul tema del ritardo dell'Italia sulla banda larga, 'sono personalmente intervenuto - ricorda - in piu' occasioni (in Parlamento ma non solo, anche in numerosi convegni e in una lettera aperta pubblicata sul 'Sole 24 Ore'), proponendo un progetto di 'fiber nation', ossia di cablatura dell'intero Paese con le reti di nuova generazione'.
'L'Autorita' si sta attrezzando, attraverso anche l'istituzione di un Comitato NGN Italia preposto alla governance del processo di transizione alle nuove infrastrutture'. Ma 'ovviamente in questo ambito la regolamentazione non basta. Noi possiamo, con regole incentivanti, incoraggiare gli operatori ad investire, possiamo assicurare un futuro pro-concorrenziale, ma non possiamo complementare le imprese e/o le Amministrazioni attive ne' sostituirci al mercato. Quest'azione di sostegno, specie in una fase di recessione mondiale, deve essere svolta dalle istituzioni centrali (Comunita' europea e Stato) e locali (Province e Comuni) attraverso interventi mirati a risolvere i problemi strutturali che ostacolano, sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta, lo sviluppo del broadband in Italia'.
'Il Governo ha gia' messo in campo nuovi strumenti che vanno in questa direzione. Occorre pero' fare un ulteriore sforzo, un importante sforzo, perche' le infrastrutture di comunicazione elettronica rappresentano il motore principale per lo sviluppo economico e sociale delle economie avanzate', sottolinea.
Dalla banda larga alle altre tecnologie wireless, wi fi ma non solo, Calabro' rileva come 'possono essere di grande utilita' per integrare la copertura delle nuove reti soprattutto in aree economicamente non molto redditizie. Al riguardo, il mercato ha confermato che quando si definisce una procedura competitiva efficiente (in questo caso un'asta) il risultato non puo' che essere positivo. L'esito dell'asta Wi-Max, con oltre 130 milioni di euro di incassi (l'ammontare piu' elevato in Europa), evidenzia infatti l'interesse, non solo degli utenti, ma soprattutto degli operatori, per queste tecnologie e per il nostro mercato'. 'Deve essere pero' chiaro che le caratteristiche di queste tecnologie wireless, anche alla luce dell'attuale assegnazione, in Europa, dello spettro frequenziale a tali servizi, le rende piu' un complemento che un sostituto delle connessioni fisse (specie se si considera la fibra ottica). In questo senso, l'azione dei Comuni puo' essere preziosa nel definire reti wireless e non wireless, soprattutto in quelle aree dove la libera iniziativa privata non ha convenienza ad arrivare'.
Blog e social network sono fenomeni in forte espansione ed e' cresciuta l'aspettativa di attendibilita' nei loro confronti. Ritiene che si debba arrivare a una qualche forma di regolamentazione in materia? 'Si' e no. Innanzitutto - osserva il presidente dell'Agcom - bisogna constatare che la maggior parte della regolamentazione sulle nuove forme di comunicazione che passano per il web deve essere necessariamente di carattere transnazionale (anche oltre i confini europei)'.
'La recente Conferenza del'Ocse sul futuro di Internet ha proprio chiarito che temi come questo e come quello della sicurezza dei dati e delle reti devono essere trattati a livello internazionale.
Inoltre, come dicevo all'inizio, c'e' un limite che si deve dare la regolamentazione perche' altrimenti - sottolinea Calabro' - essa rischia di diventare troppo invasiva. In ogni caso, tuttavia, e' chiaro che un attento monitoraggio deve essere compiuto al fine della tutela della privacy e dei diritti dei minori. In questa fase servono monitoraggi ex post piu' che filtri ex ante'.
'Questo non solo perche' sta qui la differenza tra la regolamentazione dell'informazione nelle democrazie mature e quella negli Stati in cui la democrazia non si' e' ancora affermata, ma anche perche' il monitoraggio puo' essere propedeutico a un'iniziativa da promuovere in sede internazionale. La rilevanza della questione e' tale che penso che dovrebbe interessarsene l'Onu'.
Grazie agli interventi messi in atto dall'Agcom proprio al fine di aprire il settore a nuovi operatori 'stanno per fare il loro ingresso nel settore televisivo italiano nuovi operatori nazionali (quali De Agostini) ed imprese multinazionali (quali le americane Turner e Walt Disney, e la svedese Airplus)', annuncia Calabro', mentre 'ad altri dara' spazio la conversione alla televisione digitale'.
'Non siamo piu' ai tempi delle Citta'-Stato, dove lo scambio di informazioni e opinioni - spiega - avveniva in piazza, nell'Agora'.
L'informazione e' allora come oggi fondamentale per una vita libera e responsabile. Ora, nelle democrazie moderne, i principali, se non unici, meccanismi di tutela dei cittadini riguardano il libero accesso alle fonti di informazione ed il fatto che queste siano molteplici ed indipendenti. Per il resto, se si eccettua la difesa dei diritti fondamentali del cittadino, ogni ulteriore intervento potrebbe minare le stesse basi di una convivenza democratica. E' per questo che l'Autorita' si e' mossa per aprire il settore della comunicazione a nuovi operatori indipendenti', italiani ed internazionali. 'Ad altri dara' spazio la conversione alla televisione digitale'.
La molteplicita' delle fonti passa anche dai diversi canali di accesso ad esse, come si rilevera' dal Rapporto dell'Osservatorio Multicanalita', progetto di ricerca condotto da Nielsen, Nielsen Online, Connexia e la School of Management del Politecnico di Milano che sara' presentato il 29 gennaio. 'Oggi, in Italia e' possibile piu' che altrove accedere all'informazione tramite una molteplicita' di mezzi, dalla televisione al cellulare. Questa immensa mole di informazioni che e' disponibile per i cittadini deve essere ovviamente in qualche modo filtrata; ma l'azione di filtro - sottolinea il presidente dell'Agcom - deve essere fatta a livello individuale attraverso il proprio patrimonio culturale, e non a livello centralizzato da un regolatore o peggio da un censore'.
Anche per quanto attiene la distinzione tra informazione e comunicazione pubblicitaria, che nei new media, non e' sempre netta 'le regole ci sono - osserva Calabro' - e sono state appena aggiornate a livello europeo con la nuova direttiva comunitaria sui servizi audiovisivi (che ha sostituito la 'vecchia' regolamentazione 'Tv senza frontiere'). Le nuove regole si estendono sia alle nuove forme di pubblicita' sia a new media. L'Autorita' e' poi intervenuta in alcuni casi con propri regolamenti per disciplinare ambiti che non erano del tutto chiari e per tutelare i diritti degli utenti (per esempio con riguardo ai cosiddetti mini spot). Oltre a cio' - osserva - rischieremmo di determinare un assetto invasivo che lederebbe gli interessi di tutti, cittadini ed imprese'.
In quale modo l'Agcom si adegua a mutamenti cosi' rapidi e profondi in un settore delicato e strategico come quello dell'informazione/comunicazione?
'In primo luogo, il contesto regolamentare comunitario e nazionale del settore delle comunicazioni si sta aggiornando ancora una volta. Come ho detto - spiega Calabro' - sono cambiate le regole nel settore audiovisivo, e stanno modificandosi anche nelle telecomunicazioni, dove siamo giunti in poco piu' di un decennio al terzo quadro regolamentare. E' fondamentale che in un settore cosi' dinamico le regole si adattino tempestivamente, e cerchino di essere addirittura prospettiche (come dicono gli anglosassoni 'forward looking'). In secondo luogo anche la nostra applicazione delle regole si sta evolvendo per assecondare i mutamenti tecnologici e di mercato. Abbiamo definito assetti regolamentari che al contempo siano pro-competitivi ed incoraggino gli operatori ad investire nel settore. Si pensi alla nuova regolamentazione dell'accesso alla rete fissa di Telecom Italia. Per far cio' l'Autorita' si sta attrezzando con personale sempre piu' qualificato; abbiamo infatti indetto concorsi trasparenti e rigorosi che ci assicureranno un sempre maggiore bagaglio di conoscenze ed expertise'.
'Infine, abbiamo aperto un canale di intensa collaborazione con le migliori Universita' italiane (Bocconi, Politecnico di Milano, Universita' di Roma ecc.) che ci permettera' di analizzare i possibili interventi nel settore della comunicazione alla luce di tutte le conoscenze che sono sull'attuale frontiera del sapere', afferma ancora il presidente dell'Agcom.
Quanto alla diffusione della banda larga, che e' alla base della possibilita' di usufruire delle tecnologie di informazione multicanale, Calabro' osserva come l'Autorita' puo' incoraggiare gli operatori ad investire 'con regole incentivanti' ma non puo' sostituirsi al mercato o alle amministrazioni da cui e' necessario arrivi un ulteriore sforzo in questa direzione. Sul tema del ritardo dell'Italia sulla banda larga, 'sono personalmente intervenuto - ricorda - in piu' occasioni (in Parlamento ma non solo, anche in numerosi convegni e in una lettera aperta pubblicata sul 'Sole 24 Ore'), proponendo un progetto di 'fiber nation', ossia di cablatura dell'intero Paese con le reti di nuova generazione'.
'L'Autorita' si sta attrezzando, attraverso anche l'istituzione di un Comitato NGN Italia preposto alla governance del processo di transizione alle nuove infrastrutture'. Ma 'ovviamente in questo ambito la regolamentazione non basta. Noi possiamo, con regole incentivanti, incoraggiare gli operatori ad investire, possiamo assicurare un futuro pro-concorrenziale, ma non possiamo complementare le imprese e/o le Amministrazioni attive ne' sostituirci al mercato. Quest'azione di sostegno, specie in una fase di recessione mondiale, deve essere svolta dalle istituzioni centrali (Comunita' europea e Stato) e locali (Province e Comuni) attraverso interventi mirati a risolvere i problemi strutturali che ostacolano, sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta, lo sviluppo del broadband in Italia'.
'Il Governo ha gia' messo in campo nuovi strumenti che vanno in questa direzione. Occorre pero' fare un ulteriore sforzo, un importante sforzo, perche' le infrastrutture di comunicazione elettronica rappresentano il motore principale per lo sviluppo economico e sociale delle economie avanzate', sottolinea.
Dalla banda larga alle altre tecnologie wireless, wi fi ma non solo, Calabro' rileva come 'possono essere di grande utilita' per integrare la copertura delle nuove reti soprattutto in aree economicamente non molto redditizie. Al riguardo, il mercato ha confermato che quando si definisce una procedura competitiva efficiente (in questo caso un'asta) il risultato non puo' che essere positivo. L'esito dell'asta Wi-Max, con oltre 130 milioni di euro di incassi (l'ammontare piu' elevato in Europa), evidenzia infatti l'interesse, non solo degli utenti, ma soprattutto degli operatori, per queste tecnologie e per il nostro mercato'. 'Deve essere pero' chiaro che le caratteristiche di queste tecnologie wireless, anche alla luce dell'attuale assegnazione, in Europa, dello spettro frequenziale a tali servizi, le rende piu' un complemento che un sostituto delle connessioni fisse (specie se si considera la fibra ottica). In questo senso, l'azione dei Comuni puo' essere preziosa nel definire reti wireless e non wireless, soprattutto in quelle aree dove la libera iniziativa privata non ha convenienza ad arrivare'.
Blog e social network sono fenomeni in forte espansione ed e' cresciuta l'aspettativa di attendibilita' nei loro confronti. Ritiene che si debba arrivare a una qualche forma di regolamentazione in materia? 'Si' e no. Innanzitutto - osserva il presidente dell'Agcom - bisogna constatare che la maggior parte della regolamentazione sulle nuove forme di comunicazione che passano per il web deve essere necessariamente di carattere transnazionale (anche oltre i confini europei)'.
'La recente Conferenza del'Ocse sul futuro di Internet ha proprio chiarito che temi come questo e come quello della sicurezza dei dati e delle reti devono essere trattati a livello internazionale.
Inoltre, come dicevo all'inizio, c'e' un limite che si deve dare la regolamentazione perche' altrimenti - sottolinea Calabro' - essa rischia di diventare troppo invasiva. In ogni caso, tuttavia, e' chiaro che un attento monitoraggio deve essere compiuto al fine della tutela della privacy e dei diritti dei minori. In questa fase servono monitoraggi ex post piu' che filtri ex ante'.
'Questo non solo perche' sta qui la differenza tra la regolamentazione dell'informazione nelle democrazie mature e quella negli Stati in cui la democrazia non si' e' ancora affermata, ma anche perche' il monitoraggio puo' essere propedeutico a un'iniziativa da promuovere in sede internazionale. La rilevanza della questione e' tale che penso che dovrebbe interessarsene l'Onu'.
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