Galanzino: meno ricoveri con potenziamento cure palliative domiciliari
Un terzo dei pazienti dell'ospedale Molinette di Torino ha una patologia tumorale. Lo ha rivelato ieri il direttore generale dell'azienda ospedaliera, Giuseppe Galanzino, a margine del convegno organizzato alle Molinette dalla Rete oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta. 'Piu' del 30% delle persone che si sono rivolte alle Molinette nel 2007 aveva una diagnosi di tipo oncologico', ha detto.
In compenso diminuiscono i ricoveri, proprio com'e' nello spirito della Rete oncologica piemontese, che sta puntando alla deospitalizzazione, ad esempio potenziando le cure palliative e la nutrizione clinica domiciliare. Nell'ospedale multispecialistico di corso Bramante, infatti, le degenze in day hospital e i trattamenti ambulatoriali di pazienti oncologici raggiungono il 70% del totale dei ricoveri, che in Piemonte stanno progressivamente diminuendo. In media, ormai, in tutta la regione si fa ricorso al day hospital e all'ambulatorio nella meta' dei casi.
Se le Molinette (e altri ospedali metropolitani che fanno oncologia) sono poli d'attrazione per i malati che si spostano all'interno della regione, la migrazione extra-regionale resta stabile sul 7-8% del totale dei casi di tumore. Questo flusso riguarda soprattutto i pazienti che abitano sul confine con la Lombardia e la Liguria. Sempre meno, invece, quelli che vanno all'estero: in media non sono neppure uno ogni mille.
In compenso diminuiscono i ricoveri, proprio com'e' nello spirito della Rete oncologica piemontese, che sta puntando alla deospitalizzazione, ad esempio potenziando le cure palliative e la nutrizione clinica domiciliare. Nell'ospedale multispecialistico di corso Bramante, infatti, le degenze in day hospital e i trattamenti ambulatoriali di pazienti oncologici raggiungono il 70% del totale dei ricoveri, che in Piemonte stanno progressivamente diminuendo. In media, ormai, in tutta la regione si fa ricorso al day hospital e all'ambulatorio nella meta' dei casi.
Se le Molinette (e altri ospedali metropolitani che fanno oncologia) sono poli d'attrazione per i malati che si spostano all'interno della regione, la migrazione extra-regionale resta stabile sul 7-8% del totale dei casi di tumore. Questo flusso riguarda soprattutto i pazienti che abitano sul confine con la Lombardia e la Liguria. Sempre meno, invece, quelli che vanno all'estero: in media non sono neppure uno ogni mille.
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