Garante Privacy; per studi scientifici si puo' accedere a cartelle cliniche senza il consenso
L'universita' francese Victor Segalen di Bordeaux potra' accedere alla documentazione medico-clinica di un campione di pazienti italiani con insufficienza epatica acuta, senza dover ottenere prima il loro consenso. Dovranno pero' essere adottate misure per difendere l'identita' e la privacy delle persone coinvolte. Questa la decisione adottata dal Garante per la Privacy in seguito alla richiesta dell'universita' di poter avviare una ricerca di farmacoepidemiologia per accertare se esistono potenziali rischi per la salute dei farmaci contenenti la sostanza attiva 'nimesulide'.Lo studio retrospettivo, che riguardera' 7 paesi europei e assume grande rilevanza per la tutela della salute pubblica, nasce da una raccomandazione alle aziende farmaceutiche dell'Agenzia europea per i medicinali e da una decisione della Commissione europea. In Italia, saranno esaminati i dati di un campione di circa 3000 persone.
Proprio l'alto numero di soggetti coinvolti e la difficolta' oggettiva a contattarli tutti anticipatamente, in quanto spesso irraggiungibili, irreperibili o deceduti, nonche' il parere favorevole espresso dai competenti comitati etici a livello territoriale, hanno indotto il Garante ad avvalersi della speciale disciplina del Codice privacy che regola la ricerca scientifica e ad autorizzare l'ateneo transalpino a utilizzare i dati sanitari, conservati presso i centri trapianti italiani, senza il preventivo consenso informato dei pazienti inclusi nel campione.
L'Autorita' nel provvedimento di autorizzazione (relatore Giuseppe Fortunato), ha pero' prescritto che, qualora i malati coinvolti dovessero tornare a rivolgersi ai centri trapianti, anche per visite di follow-up, dovranno essere informati sul trattamento dei loro dati e dovra' essere richiesto il loro eventuale consenso.
L'universita', inoltre, potra' trattare solo informazioni strettamente indispensabili e pertinenti per la conduzione dello studio retrospettivo.
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