Gay/Esercito. Obama pone fine a discriminazione
In una cerimonia presso il dipartimento degli Interni, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato oggi il Don't Ask Don't Tell Repeal Act.La misura abroga la legge del 1993 `Don't Ask, Don't Tell' che proibiva ai soldati dichiaratamente gay di prestare servizio nelle forze armate americane.
`Don't Ask, Don't Tell' era stata approvata diciassette anni fa dall'amministrazione Clinton. La legge era stata accolta come una soluzione di compromesso tra chi era favorevole ai gay nell'esercito e chi avversava il loro ingresso.
Il presidente ha lodato la sua abrogazione come un altro successo nella lotta per i diritti civili. Durante la cerimonia ha "ringraziato tutti i patrioti che" in passato, a causa del loro orientamento sessuale, "hanno dovuto abbandonare la divisa".
Dal 1993, oltre 17.000 soldati americani sono stati congedati secondo la `Don't Ask, Don't Tell'.
Obama ha spiegato che durante la sua recente visita alle truppe stanziate in Afghanistan aveva promesso a una soldatessa di abrogare la legge perché "non siamo una nazione che dice `don't ask don't tell', siamo una nazione che dice `da molti uno'. Siamo una nazione grata dei sacrifici di tutti i patrioti. Siamo una nazione che dice che tutti gli uomini sono creati uguali".
Tuttavia, la firma non pone immediatamente fine alla `Don't Ask, Don't Tell': i vertici militari e il presidente devono prima verificare che il cambiamento non abbia un effetto negativo sulla prontezza delle truppe.
Coloro che criticavano l'abrogazione della legge come il senatore repubblicano dell'Arizona John McCain e il capo maggiore della Marina James Amos, sostenevano che, oltre a danneggiare il livello di prontezza dell'esercito, la revoca rovina anche la coesione tra i soldati.
Il capo di stato maggiore l'ammiraglio Mike Mullen era invece contrario alla 'Don't Ask Don't Tell' perché incoraggiava i soldati americani a mentire al proprio Paese e a sacrificare la propria integrità.
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