Gay, ministro Fazio al Css: essere omosessuale è un 'comportamento a rischio'?
Dopo la denuncia di un ragazzo omosessuale che si è visto rifiutare la sua donazione di sangue a Milano perché gay, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha chiesto un parere al Consiglio superiore di sanità sui "comportamenti a rischio" che possono determinare l'esclusione dalla donazione del sangue.Il ministro della Salute Ferruccio Fazio - si legge infatti in una nota del ministero della Salute - "in merito a notizie relative all'esclusione dalla donazione di sangue di persone dichiaratamente omosessuali che si è verificata presso il Policlinico di Milano ha posto un quesito al Consiglio Superiore di Sanità per chiarire gli ambiti interpretativi delle norme europee e nazionali in merito ai 'comportamenti a rischio' che possono determinare l'esclusione permanente o temporanea dalla donazione del sangue".
Cosí il ministro interviene dopo la denuncia di un ragazzo gay, donatore di sangue "storico" messo alla porta dall'ospedale Gaetano Pini di Milano, perch‚, come la responsabile del servizio del Pini ha poi confermato via mail a un utente che chiede lumi, "dopo l'integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile".
Proibire ai gay di donare il sangue "e' giusto, e supportato da tutta la letteratura internazionale che inserisce i gay tra i gruppi piu' a rischio di infezioni".
Cosi' l'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia, dopo la polemica seguita al rifiuto del Policlinico di Milano di accettare la donazione da un omosessuale. Sulla questione il ministro Fazio ha chiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanita': "Ha fatto bene - commenta Sirchia - ma dovrebbe fare anche di piu'. Serve una legge che uniformi la materia a livello nazionale, elencando esplicitamente le categorie a rischio a cui interdire la donazione del sangue. Finora in Italia su questo c'e' molta ambiguita'". Un divieto, secondo Sirchia, che avrebbe solide basi scientifiche: "I gay, come altri gruppi, presentano una maggiore prevalenza di infezioni a trasmissione sessuale rispetto agli eterosessuali, e un centro trasfusionale deve preoccuparsi di tutelare chi riceve il sangue, non di non ferire la sensibilita' di chi lo dona.
Sebbene vengano ovviamente fatti dei test sul sangue dei donatori, questi coprono solo l'esistente e non individuano i nuovi virus, quindi bisogna intervenire per evitare di correre rischi".
'Nessuna discriminazione nei confronti degli omosessuali. La legge parla chiaro e specifica che non ci sono categorie a rischio ma solo comportamenti a rischio'. Cosi' Gabriella Girelli, professoressa di immunomatologia all'Universita' di Roma 'La Sapienza', commenta l'episodio, avvenuto presso il Policlinico Pini di Milano, di una persona che si e' dichiarata omosessuale e a cui non e' stato permesso di donare il sangue.
'Non abbiamo una goccia di sangue, figuriamoci se uno si puo' permettere di fare i sofisticati', aggiunge l'esperta, sottolineando che 'la normativa e' cambiata dal 2001 (prima si parlava appunto di categorie a rischio, inclusi i gay, Ndr) e che oggi a decidere e' il medico in base a una serie di comportamenti considerati a rischio. Comportamenti che lo stesso medico deve valutare per capire se ci possa essere il rischio di trasmettere infezioni con la trasfusione. Ma e' bene ribadirlo per non fare falsa informazione i gay non devono subire nessuna discriminazione, cosi' come tutte le altre categorie'.
'Mentre alla XVIII Conferenza mondiale sull'Aids e' riunito il gotha della lotta all'Aids, l'Italia non trova di meglio da fare che rispolverare ammuffiti e pretestuosi dibattiti. Che ci raggiungono e ci colpiscono mentre assistiamo alla seduta plenaria che chiude la Conferenza'. Lo afferma un comunicato della Lila (Lega italiana per la lotta contro l'Aids) in merito all'episiodio avvenuto al Policlinico Pini di Milano, sottolineando che 'un omosessuale viene escluso dalla donazione del sangue' ed evidenziando che il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, 'non e' in grado di prendere una posizione e decide di prendere tempo richiedendo un parere al Consiglio Superiore di Sanita''. Secondo l'associazione, dunque, che stigmatizza 'le imbarazzanti esternazioni di un ex ministro alla Salute', Gerolamo Sirchia, 'l'umiliazione che ancora devono subire le persone ingiustamente discriminate da chi, a tutti i livelli, agisce sulla base del moralismo e delle ideologie e ignora l'evidenza scientifica, e' cosa grave. Non solo perche' offensiva per le persone coinvolte, ma perche' ci fa fare passi indietro nella lotta all'Hiv/Aids e impedisce di avviare politiche di prevenzione realmente efficaci'
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti