Gb. Aiutare la polizia declassando la cannabis
Retrocedere la cannabis potrebbe far risparmiare alla polizia britannica almeno 38 milioni di sterline l'anno.
E' quanto messo in luce dallo studio Times They Are A-Changing della Joseph Rowntree Foundation, commissionato dal ministero degli Interni. Secondo quanto rilevato dalla ricerca, il piano di David Blunkett apporterebbe grandi facilitazioni per le forze dell'ordine "attualmente nel caos per quanto riguarda l'atteggiamento da tenersi nei confronti della sostanza". Il bifrontismo vigente rappresenterebbe un ulteriore elemento di dispersione e di confusione nell'operato della polizia: "alcuni poliziotti sono 'specializzati' nell'arrestare i consumatori di cannabis, mentre altri l'hanno decriminalizzata di fatto nelle loro pratiche quotidiane". Il rapporto smentisce anche il falso mito secondo il quale arrestare qualcuno per reati legati alla cannabis, possa portare a scoprire crimini piu' seri. L'analisi -infatti- di 30.000 ingressi archiviati, ha individuato che solo in 857 casi la cannabis e' stato il reato iniziale; i casi in cui la sostanza era implicata in crimini gravi sono risultati essere soltanto 11.
Conclusioni del rapporto: "La possibilita' di essere arrestati dipende dalle forze dell'ordine attive nella zona in cui il reo viene scoperto e dalle attitudini di ogni singolo poliziotto".
E' quanto messo in luce dallo studio Times They Are A-Changing della Joseph Rowntree Foundation, commissionato dal ministero degli Interni. Secondo quanto rilevato dalla ricerca, il piano di David Blunkett apporterebbe grandi facilitazioni per le forze dell'ordine "attualmente nel caos per quanto riguarda l'atteggiamento da tenersi nei confronti della sostanza". Il bifrontismo vigente rappresenterebbe un ulteriore elemento di dispersione e di confusione nell'operato della polizia: "alcuni poliziotti sono 'specializzati' nell'arrestare i consumatori di cannabis, mentre altri l'hanno decriminalizzata di fatto nelle loro pratiche quotidiane". Il rapporto smentisce anche il falso mito secondo il quale arrestare qualcuno per reati legati alla cannabis, possa portare a scoprire crimini piu' seri. L'analisi -infatti- di 30.000 ingressi archiviati, ha individuato che solo in 857 casi la cannabis e' stato il reato iniziale; i casi in cui la sostanza era implicata in crimini gravi sono risultati essere soltanto 11.
Conclusioni del rapporto: "La possibilita' di essere arrestati dipende dalle forze dell'ordine attive nella zona in cui il reo viene scoperto e dalle attitudini di ogni singolo poliziotto".
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