Sabato 6 giugno 2026
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Gb. Allarme per le "smart drugs"

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Le chiamano 'smart drugs', 'droghe furbe', ma sono sostanze psicotrope a tutti gli effetti. Anche in Inghilterra le stanno codificando e inserendo nelle tabelle che prevedono controlli e sanzioni legali.
"Non e' nota la concentrazione di principi attivi. Cosi' il consumatore non puo' prevederne l'effetto psichico e fisico, come capita per le droghe tradizionali", spiega Giuseppe Carra', docente di psichiatria all'Universita' di Londra ed esperto di nuove sostanze stupefacenti. "C'e', invece, una certa illusione da parte della pubblica opinione che, trattandosi di sostanze naturali, abbiano effetti edulcorati". Aggiunge Carra': "Possono diventare pericolose anche quando vengono usate come rimedi psico-farmacologici naturali contro problemi come insonnia e depressione".
Tutto cio' e' negativo perche', al contrario, sottolinea il docente, "sono principi che possiedono livelli di tossicita' significativi e che, inoltre, quando sono usati insieme ad altri farmaci, come gli antibiotici o la pillola anticoncezionale, possono avere effetti imprevedibili e anche molto problematici".
Sostanze come l'amanita muscaria, ricorda Carra', possono avere "un effetto allucinogeno estremamente potente". Altre sostanze, come le nuove forme di cannabinoidi, hanno "un effetto dopaminergico molto significativo". In Italia, come in Inghilterra, l'utenza delle 'smart drugs' e' nuova, giovane. "Chi le cerca non e' il tossicodipendente che fa uso di droghe tradizionali", sottolinea Carra'. E' un mercato parallelo, ai limiti della legalita'. Per molte di queste sostanze non e' prevista nessuna regola per la detenzione o il commercio. Secondo il docente, proprio per la potenziale pericolosita' di queste sostanze, si rendera' necessaria "un'omogeneizzazione della normativa a livello europeo per l'inserimento di queste sostanze nelle tabelle psicotrope".
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