Lunedì 8 giugno 2026
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Gb. Aumentano i trapianti di organi prelevati da donatori tossicodipendenti

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La carenza di organi ha costretto i medici britannici a ricorrere a cadaveri di donatori con un passato di droga alle spalle. Un dato allarmante a giudizio dei medici perche' si tratta di organi in genere non molto sani.
A quanto e' stato reso noto, tra il 2002 e il 2007 sono stati utilizzati nel Regno Unito 450 organi appartenenti a persone defunte in seguito a grossi problemi di tossicodipendenza.
La buona notizia e' che sempre meno persone perdono la vita durante incidenti stradali -la principale fonte di donatori- ma la cattiva e' che gli organi vengono prelevati con minore selettivita' e sono quindi di qualita' inferiore e portatori di possibili infezioni.
Nonostante nel settore i controlli siano severi, alcuni pazienti trapiantati corrono un rischio sempre maggiore di contrarre l'epatite o, nella peggiore delle ipotesi, l'Hiv.
Sui piu' di 14mila organi donati nei cinque anni presi in considerazione, il 3 per cento di questi proviene da ex tossicodipendenti. In 14 casi il donatore e' morto di overdose da droga, mentre in uno di overdose da paracetamolo. La ricerca ha anche evidenziato che 10 cuori provengono da persone che hanno sofferto di malattie cardiache o infarto e non sembrano quindi offrire il massimo delle garanzie.
Secondo i chirurghi britannici, un altro fattore negativo per i trapiantati e' che la maggior parte degli organi deriva da persone anziane o malate, piuttosto che da giovani in salute.
Il Governo britannico sta pensando di risolvere la penuria di organi inserendo d'ufficio tutti i cittadini nella lista dei donatori, tranne quelli che si dissociano esplicitamente.
Attualmente succede il contrario: nessuno e' donatore a meno che non scriva il suo nome sulla lista. In Gran Bretagna, 8mila persone l'anno necessitano un trapianto, ma solo 3mila lo ottengono, il che significa un morto al giorno nell'attesa di un'operazione.
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