Gb. Blair e Rushdie d'accordo con Straw sul velo per le donne musulmane
Jack Straw, ex ministro degli interni e rispettato capogruppo laburista ai Comuni, ha trovato oggi in Tony Blair un inatteso alleato e nello scrittore Salman Rushdie un poco diplomatico sostenitore del suo appello alle donne islamiche perche' rinuncino al velo integrale.
Blair, dopo aver lasciato tre giorni fa al suo vice John Prescott il compito di prendere le distanze da Straw con una dichiarazione 'sul diritto delle donne islamiche a portare il velo', ha oggi reso omaggio al suo ex ministro elogiandone le parole "misurate e consapevoli". Il premier ha al contempo messo in guardia dall'"isterismo" con cui la delicata questione viene a volte affrontata. Da parte sua lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie, condannato nel 1989 da una letale 'fatwa' emessa dall'ayatollah Khomeini per il suo discusso libro 'I versetti satanici', ha liquidato senza mezzi termini l'abitudine delle donne islamiche di coprirsi il volto affermando che "il velo fa schifo".
"Straw - ha detto Rushdie in una dichiarazione ripresa dall'Evening Standard - ha espresso un'opinione importante... io penso che il velo sia repellente e... che sia un modo per sottrarre potere alle donne". I laburisti sembrano ora seguire una sorta di gioco delle parti, parlando a piu' voci per evitare, da un lato, che la polemica rischi di dilagare nella comunita' islamica britannica e, dall'altro, per non offrire ai conservatori (che nei sondaggi hanno ora solo un punto percentuale in piu' sui laburisti) la possibilita' di capitalizzare politicamente sulla vicenda. David Cameron e l'ex premier John Major, hanno attaccato nei giorni scorsi la richiesta di Straw (ma in realta' era solo un personale auspicio) che aveva chiesto alle donne musulmane di lasciare a casa il velo. Paradossalmente, dunque, i conservatori si sono posti come paladini dei diritti delle donne islamiche cercando di minare cosi' il consenso di cui i laburisti godono nei quartieri e nelle citta' ad alta percentuale di immigrazione.
Nell'East end e nel nord di Londra, cosi' come a Birmingham, a Manchester, a Bedford, l'elettorato musulmano ha nel New Labour il suo naturale partito di riferimento.
Ma Tony Blair, oggi, ha avuto parole di apprezzamento per quello che ha definito "il modo consapevole e misurato con cui (Straw) ha cercato di avviare una civile discussione pubblica" sull'argomento. Straw aveva detto di sperare che le donne islamiche rinunciassero al velo perche' in tal modo i rapporti tra le due comunita' avrebbero potuto trarne beneficio. "Io vorrei poter guardare il viso, capire l'espressione delle mie elettrici quando parlo con loro", aveva aggiunto l'ex ministro laburista che vede nel velo integrale un ostacolo al dialogo. Ma, aveva aggiunto, il mio e' un desiderio, un invito e non l'auspicio di un obbligo di legge. La sua posizione era stata apprezzata anche da esponenti moderati islamici ma aveva suscitato forti proteste da parte della maggioranza dei musulmani. Oggi, poi, Salman Rushdie ha voluto dire la sua, scegliendo di ricorrere ad un linguaggio efficace ma certamente poco diplomatico.
Blair, dopo aver lasciato tre giorni fa al suo vice John Prescott il compito di prendere le distanze da Straw con una dichiarazione 'sul diritto delle donne islamiche a portare il velo', ha oggi reso omaggio al suo ex ministro elogiandone le parole "misurate e consapevoli". Il premier ha al contempo messo in guardia dall'"isterismo" con cui la delicata questione viene a volte affrontata. Da parte sua lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie, condannato nel 1989 da una letale 'fatwa' emessa dall'ayatollah Khomeini per il suo discusso libro 'I versetti satanici', ha liquidato senza mezzi termini l'abitudine delle donne islamiche di coprirsi il volto affermando che "il velo fa schifo".
"Straw - ha detto Rushdie in una dichiarazione ripresa dall'Evening Standard - ha espresso un'opinione importante... io penso che il velo sia repellente e... che sia un modo per sottrarre potere alle donne". I laburisti sembrano ora seguire una sorta di gioco delle parti, parlando a piu' voci per evitare, da un lato, che la polemica rischi di dilagare nella comunita' islamica britannica e, dall'altro, per non offrire ai conservatori (che nei sondaggi hanno ora solo un punto percentuale in piu' sui laburisti) la possibilita' di capitalizzare politicamente sulla vicenda. David Cameron e l'ex premier John Major, hanno attaccato nei giorni scorsi la richiesta di Straw (ma in realta' era solo un personale auspicio) che aveva chiesto alle donne musulmane di lasciare a casa il velo. Paradossalmente, dunque, i conservatori si sono posti come paladini dei diritti delle donne islamiche cercando di minare cosi' il consenso di cui i laburisti godono nei quartieri e nelle citta' ad alta percentuale di immigrazione.
Nell'East end e nel nord di Londra, cosi' come a Birmingham, a Manchester, a Bedford, l'elettorato musulmano ha nel New Labour il suo naturale partito di riferimento.
Ma Tony Blair, oggi, ha avuto parole di apprezzamento per quello che ha definito "il modo consapevole e misurato con cui (Straw) ha cercato di avviare una civile discussione pubblica" sull'argomento. Straw aveva detto di sperare che le donne islamiche rinunciassero al velo perche' in tal modo i rapporti tra le due comunita' avrebbero potuto trarne beneficio. "Io vorrei poter guardare il viso, capire l'espressione delle mie elettrici quando parlo con loro", aveva aggiunto l'ex ministro laburista che vede nel velo integrale un ostacolo al dialogo. Ma, aveva aggiunto, il mio e' un desiderio, un invito e non l'auspicio di un obbligo di legge. La sua posizione era stata apprezzata anche da esponenti moderati islamici ma aveva suscitato forti proteste da parte della maggioranza dei musulmani. Oggi, poi, Salman Rushdie ha voluto dire la sua, scegliendo di ricorrere ad un linguaggio efficace ma certamente poco diplomatico.
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