Domenica 7 giugno 2026
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Gb. I calciatori sono come gli altri esseri umani: usano le droghe anche per divertirsi

Notizia ·
C'e' sempre piu' droga nel calcio inglese, che viene presa dai giocatori sia per divertirsi (cocaina) che per migliorare le prestazioni sportive. E' quanto emerge da una dettagliata inchiesta della BBC, i cui contenuti sono anticipati oggi dal giornale domenicale Sunday Times.
L'inchiesta, condotta da uno specialista dell'universita' di Leicester, sara' illustrata nell'ambito di un programma in onda domani e ha avuto il via libera anche dal sindacato giocatori: dimostra che il 33% dei calciatori della Premier League dice di sapere che loro colleghi assumono droghe di tipo 'ricreativo'. Il 5,6% dei calciatori intervistati ammette anche di sapere che i colleghi usano pure sostanze proibite per migliorare le prestazioni sportive. L'inchiesta dimostra poi che in media ogni calciatore della massima serie inglese viene controllato una volta ogni tre anni e ha quindi ottime possibilita' di sfuggire ai test antidoping.
Il quattro per cento dei calciatori che hanno risposto alle domande degli intervistatori, ha anche rivelato di essersi praticato delle iniezioni con fiale ricevute dai medici dei rispettivi club, senza sapere di quali sostanze si trattasse.
Moduli di 'censimento' per portare avanti l'inchiesta, con risposte in forma anonima, sono stati inviati a tutti i 2.863 iscritti all'associazione calciatori professionisti, ma solo 637 hanno risposto in modo completo.
Lavorando quindi su base percentuale, secondo i ricercatori, se ne deduce che nel calcio inglese si potrebbero avere 15 formazioni composte interamente da giocatori drogati. Viene poi ricordato che finora nessun calciatore della Premier e' risultato positivo per sostanze proibite (c'e' solo Mark Bosnich, ex Chelsea, per cocaina), e che nelle serie inferiori ci sono state solo 46 positivita' su 6500 controlli, che secondo il responsabile del programma antidoping della federcalcio inglese, Alan Hodson, sarebbero stato effettuati.
Tutto cio', sostiene l'autore della ricerca, getta un'ombra sul campionato inglese e fa capire che in Premier il doping potrebbe essere molto piu' diffuso di quanto non si pensi. Ma secondo Hodson "soltanto in Italia si fanno piu' controlli che da noi".
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