Gb. Cellule staminali sono nuova frontiera per curare i polmoni
Cellule staminali per 'riparare' polmoni malati. Un obiettivo ancora lontano per l'uomo, ma una nuova frontiera della lotta alle malattie respiratorie che da oggi e' un po' piu' concreta. All'European Respiratory Congress di Stoccolma, che riunisce 17.000 esperti, sono stati presentati infatti i risultati ottenuti da alcuni ricercatori inglesi (del London's Imperial College) che sono riusciti a impiantare nei polmoni di topi cellule di polmone sviluppate da staminali embrionali, che si sono annidate senza problemi. Il che significa, secondo i ricercatori, che e' possibile riparare anche un organo per certi versi unico come il polmone con cellule prodotte in laboratorio grazie alle staminali. 'Il polmone -spiega Sile Lane, che ha presentato lo studio al Congresso di Stoccolma- e' un organo estremamente complesso e contiene una grande varieta' di cellule, alcune delle quali hanno un tempo di rinnovamento piuttosto lento'. Per questo la capacita' di rigenerare polmoni danneggiati da malattie o incidenti potrebbe aiutare decine di milioni di persone: basta pensare che le malattie croniche ostruttive ai polmoni, le cosiddette Copd, colpiscono attualmente 80 milioni di persone in tutto il mondo. I ricercatori inglesi hanno usato cellule staminali 'marcate' con nanoparticelle di ossido di ferro in grado di fornire una fluorescenza verde visibile al microscopio. Quindi le hanno iniettate in due gruppi di topi: il primo normale, il secondo trattato con una tossina che ha danneggiato l'epitelio polmonare. Due giorni dopo i topi sono stati soppressi, e i ricercatori hanno usato il microscopio a fluorescenza per esaminare i loro polmoni e vedere che fine avevano fatto le cellule impiantate. Erano li', ben piantate nei polmoni, e in gran parte dei casi avevano colonizzato le aree danneggiate dell'epitelio polmonare. E, cosa molto importante, non si erano svilupate in altri organi, a conferma dell'alto grado di specializzazione di queste cellule, che attecchiscono solo nell'organo obiettivo', in questo caso i polmoni. Il prossimo passo, l'uomo: i ricercatori tuttavia ammettono che 'le applicazioni mediche sull'uomo sono ancora lontane'. Restano ancora da studiare la precisa natura, la longevita' e le funzioni delle nuove cellule, e vanno escluse eventuali tossicita'. Ma intanto Anne Bishop, anche lei del team di ricercatori inglesi, non esclude l'uso delle cellule epiteliali prodotte grazie alle staminali per funzioni extracorporee: in sostanza, potrebbero fornire una sorta di supporto semi-artificiale ai polmoni, in attesa che la scienza permetta la creazione di un vero e proprio polmone artificale impiantabile'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti