Gb. I geni, l'assunzione di ecstasy e la depressione, uno studio
La Cambridge University ha studiato 124 persone, concludendo che alcune di esse, con un certo tracciato genetico, erano piu' vulnerabili a soffrire di depressione.La ricerca, pubblicata nell'American Journal of Psychiatry mostra quanto i consumatori di ecstasy siano vulnerabili a soffrire in futuro di problemi psichiatrici.
Il fenomeno dell'ecstasy e' particolarmente sentito in Inghilterra. In una settimana, infatti, vengono assunte piu' di due milioni di pastiglie.
Hanno partecipato alla ricerca: 66 consumatori di ecstasy, 30 di cannabis e 28 volontari, in buona salute, che non usano alcun tipo di droga.
I ricercatori hanno studiato il gene che controlla il trasporto della serotonina nel cervello.
Tutti quanti abbiamo due coppie di questo gene, e ce ne possono essere due tipi diversi, cosi' che le persone possono essere classificate come II, Is o ss.
E' stato usato un metodo per misurare il livello di depressione delle persone, e sono stati condotti test computerizzati per il riconoscimento delle emozioni.
Circa il 60% delle persone con la versione ss del gene sono risultate soggette ad una forma blanda di depressione. Queste, inoltre sono risultate quelle con minor risposta agli stimoli emozionali del test.
I non consumatori di droghe della medesima classe ss non hanno mostrato alcun problema. E nessuna differenza si e' registrata tra i fumatori di cannabis che appartenevano alle altre tipologie genetiche.
Per il dottor Jonathan Roiser, del US National Institute of Mental Health, si e' raggiunta la prova che il consumo di ecstasy "possa portare alla depressione le persone piu' vulnerabili. Le persone non conoscono la loro tipologia genetica, ma e' chiaro che coloro che ricadono nella classe ss hanno un numero piu' alto di familiari depressi. Inoltre, soffrono di depressione connessa anche ad eventi particolarmente stressanti, come la perdita di un parente o del lavoro. In piu', l'ecstasy potrebbe essere un altro tipo di fattore che provoca stress, cioe' un fattore con un impatto piu' diretto sul cervello. Mentre la ricerca si e' concentrata su i consumatori abituali, quelli solo occasionali, qualora abbiano una storia familiare di depressione dovrebbero pensarci bene se sia il caso di continuare a fare uso della sostanza".
Per il professor John Henry, tossicologo dell'Imperial College i risultati della ricerca "mostrano che il consumo di ecstasy produce cambiamenti cerebrali a lungo termine. Questo e' il primo studio in grado di isolare un gruppo di consumatori che hanno mostrato cambiamento nel funzionamento cerebrale dopo l'uso della droga".
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