Gb. Il Governo blocchera' ingresso a migliaia di romeni e bulgari
Il Regno unito sceglie di serrare le fila sul fronte dell'immigrazione. E' questo il messaggio lanciato dal ministro dell'Interno britannico, John Reid, che presto rendera' di pubblico dominio i piani per evitare l'ingresso, nel paese di Sua maesta', di migliaia di romeni e di bulgari.
Reid sarebbe stato praticamente obbligato a prendere questa decisione, dopo la marea di critiche il numero, che molti osservatori hanno definito "insostenibile", di immigrati polacchi che sta entrando in Gran Bretagna. La 'stretta' sui romeni e i bulgari contrasta palesemente con il trattamento riservato ai cittadini dei nuovi stati membri dell'Ue, Polonia inclusa, ai quali il governo di Londra ha garantito una sorta di accesso illimitato.
L'iniziativa del ministro e' stata messa a punto, a dispetto delle furiose reazioni dei dirigenti della comunita' romena britannica che, in una lettera riservata, di cui l'Observer' e' riuscito ad ottenere una copia, hanno accusato Tony Blair di aver condotto una "campagna denigratoria" nei loro confronti.
L'attuale ministro degli esteri del governo Blair, Margaret Beckett, ha detto al domenicale britannico che "il dibattito e' ancora in corso", e che "nessuna decisione rapida e severa e' stata ancora presa".
Reid sarebbe stato praticamente obbligato a prendere questa decisione, dopo la marea di critiche il numero, che molti osservatori hanno definito "insostenibile", di immigrati polacchi che sta entrando in Gran Bretagna. La 'stretta' sui romeni e i bulgari contrasta palesemente con il trattamento riservato ai cittadini dei nuovi stati membri dell'Ue, Polonia inclusa, ai quali il governo di Londra ha garantito una sorta di accesso illimitato.
L'iniziativa del ministro e' stata messa a punto, a dispetto delle furiose reazioni dei dirigenti della comunita' romena britannica che, in una lettera riservata, di cui l'Observer' e' riuscito ad ottenere una copia, hanno accusato Tony Blair di aver condotto una "campagna denigratoria" nei loro confronti.
L'attuale ministro degli esteri del governo Blair, Margaret Beckett, ha detto al domenicale britannico che "il dibattito e' ancora in corso", e che "nessuna decisione rapida e severa e' stata ancora presa".
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