Gb. Guardare troppa televisione puo' portare ad un maggiore consumo di droghe
Guardare la televisione piu' di tre ore al giorno, nell'eta' dello sviluppo, influenza negativamente lo stile di vita dei giovani, tanto da indurli a bere di piu', a fumare di piu' e ad avere una maggiore continuita' con la droga.Senza contare che, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, guardare la TV piu' di 5 ore al giorno all'eta' di 3-4 anni stimola lo sviluppo di comportamenti aggressivi piu' della media, fino a farli sfociare nel bullismo. Dati che preoccupano gli esperti, visto che circa il 30% dei bambini italiani passa troppe ore davanti alla televisione. Ma c'e' una nota positiva: nel 2006, per la prima volta dal 1997, i giovani che passano troppo tempo davanti alla TV sono diminuiti.
Si e' parlato di questo oggi a Milano, dove l'Osservatorio adolescenti della Societa' Italiana di Pediatria ha presentato il decimo rapporto annuale sulle abitudini e sugli stili di vita dei ragazzi. Il rapporto, basato sulle interviste di oltre 1.200 giovani tra i 12 e i 14 anni, ha evidenziato rispetto all'anno scorso un aumento del 5% del fenomeno dei 'bulli', ma anche una sorta di contraddizione su come gli adolescenti percepiscono il rischio: infatti, anche se la stragrande maggioranza (86-87%) dei partecipanti all'indagine considera pericolose azioni come fumare canne, guidare senza patente, rubare o avere rapporti sessuali non protetti, quasi il 62% di loro assume apposta questi atteggiamenti, soprattutto per 'dimostrare il proprio coraggio' (81% dei casi) e 'per sentirsi grandi' (71%).
Il problema, secondo Giuseppe Saggese, past president della SIP, 'non e' solo la latitanza della famiglia e della scuola: i giovani sono sempre piu' immersi in un mondo mediatico, guardano troppa TV, hanno il computer, il cellulare, e il loro modo di comunicare e' totalmente cambiato'.
'Con sole 2 ore al giorno di televisione -continua Saggese- passano davanti ai loro occhi piu' di 5 mila spot di prodotti alimentari, e bisogna ricordare che, come si legge dai dati dell' indagine, il 90,8% dei giovani desidera cio' che vede in pubblicita'. Se aggiungiamo che oltre il 70% dichiara di 'mangiucchiare' davanti alla TV, e che i programmi presentano sempre piu' un modello di bellezza ispirato all'essere magri, non e' difficile vedere in questo una causa dei disturbi della condotta alimentare', sia come obesita' sia come anoressia.
Sempre dall'indagine si legge che il 60% delle ragazze 'vorrebbe essere piu' magra'; circa una giovane su quattro ha provato una dieta, mentre un altro 15% circa vorrebbe iniziarne una. Solo il 32% di chi l'ha gia' fatta si e' rivolto al medico, mentre la restante percentuale si fa consigliare da amici, dai siti internet o si auto-prescrive la dieta.
La scuola, in ogni caso, non aiuta molto a insegnare uno stile di vita corretto e meno sedentario: 'Servirebbe fare meno ore di latino e greco -aggiunge Saggese- e piu' ore di educazione sessuale e di educazione fisica. Adesso ne viene fatta solo un'ora, al massimo due, mentre ne servirebbero almeno il doppio. Le palestre delle scuole dovrebbero essere usate di piu', magari anche impiegandole a basso costo per far muovere i giovani al di fuori dell'orario scolastico'.
Ma anche se i pediatri si appellano alle famiglie, alla scuola, alle istituzioni e alle industrie alimentari per migliorare la situazione in cui si trovano i giovani d'oggi, non mancano le critiche: 'Per la prima volta, nel Consiglio Superiore di Sanita', l'organo di esperti che consigliano il Ministro della Salute -dice Giorgio Rondini, anch'egli past president della Societa' di Pediatria- non compare un pediatra.
Domani e' la giornata internazionale dell'infanzia, molti si riempiono la bocca di 'infanzia' e di 'bambini', e nei consulenti del Ministro non ci sono piu' pediatri, quando prima ce n'era sempre uno, a volte due. Certo, ci sono sociologi, psicologi, che per altri aspetti vanno benissimo; ma qualsiasi madre sa bene che e' il pediatra che conosce i bambini, che li segue nell'infanzia e nello sviluppo, e che e' proprio lui il medico che puo' attuare la prevenzione'.
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