Gb. Imprenditori: non limitare numero immigrati da Romania e Bulgaria
Dai maggiori imprenditori britannici è arrivata la richiesta al Governo di non imporre limiti all'immigrazione proveniente da Romania e Bulgaria, i due ex stati sovieti che entreranno a far parte dell'Unione Europea a partire dal prossimo anno. Lo rivela il quotidiano inglese Independent.
In una dichiarazione comune rilasciata dal Business for New Europe Group, i principali protagonisti dell'economia inglese hanno esprsso il loro pieno supporto ad una politica che favorisca un continuo flusso di lavoratori nel mercato inglese giudicando eventuali inversioni di tendenza un danno per gli interessi inglesi.
L'intervento giunge in un momento in cui il governo di Londra, su pressione del partito conservatore sta vagliando nuove possibili misure di controllo dell'immigrazione.
"Il Governo vuole un'immigrazione amministrata piuttosto che una politica di apertura totale una volta che nuovi stati saranno entrati a far parte dell'Ue" ha confermato Ed Balls, segretario all'economia.
Critico anche David Frost, direttore generale della Camera di Commerico che ha sottolineato invece l'impatto che l'immigrazione incontrollata ha avuto in questi anni sulla disoccupazione dei lavoratori inglesi.
In una dichiarazione comune rilasciata dal Business for New Europe Group, i principali protagonisti dell'economia inglese hanno esprsso il loro pieno supporto ad una politica che favorisca un continuo flusso di lavoratori nel mercato inglese giudicando eventuali inversioni di tendenza un danno per gli interessi inglesi.
L'intervento giunge in un momento in cui il governo di Londra, su pressione del partito conservatore sta vagliando nuove possibili misure di controllo dell'immigrazione.
"Il Governo vuole un'immigrazione amministrata piuttosto che una politica di apertura totale una volta che nuovi stati saranno entrati a far parte dell'Ue" ha confermato Ed Balls, segretario all'economia.
Critico anche David Frost, direttore generale della Camera di Commerico che ha sottolineato invece l'impatto che l'immigrazione incontrollata ha avuto in questi anni sulla disoccupazione dei lavoratori inglesi.
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