Venerdì 5 giugno 2026
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Gb. Independent: non chiederemo piu' la depenalizzazione del consumo di cannabis

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Tante scuse: la cannabis fa male anzi malissimo. Lo scrive oggi in Gran Bretagna l'Independent on Sunday, affermando che la testata "da oggi cancella la sua campagna di richiesta di depenalizzazione dell'uso della cannabis". Motivo: "numeri record di adolescenti necessitano di terapie antidroga perchè fumano 'skunk', il potente tipo di cannabis che è 25 volte più forte della resina che si vendeva dieci anni fa". Peggio di Lsd e ecstasy.

Queste piante sono vari tipi di incroci fra "cannabis indica" e "cannabis sativa". Secondo l'Independent, l'anno scorso in Inghilterra "oltre 22.000 persone sono state curate per dipendenza da cannabis e quasi la metà avevano meno di 18 anni.
Medici e esperti avvertono, la skunk (in inglese vuol dire 'puzzola') può essere dannosa quanto eroina e cocaina, provoca problemi mentali e psicotici".

L'Independent lanciò dieci anni fa una campagna per la depenalizzazione della cannabis, che serva a convincere il governo a declassare la droga alla categoria 'C'.
Ma oggi, appunto, si cosparge il capo di cenere. Colpa della tecnologia genetica. La 'skunk' fumata dalla maggioranza dei giovani britannici "non ha alcun rapporto con la tradizionale resina"; l'hashish, perché "ha un aumento del 25% della quantità del principale ingrediente psicoattivo, il tetraidrocannabinolo (Thc)". Una ricerca sulla prestigiosa rivista medica The Lancet questa settimana, avverte il giornale, dimostrerà che è più pericolosa dell'Lsd e dell'ecstasy. Risultati che inviteranno il governo ad aprire un dibattito pieno sulle droghe con una commissione indipendente.

Gli esperti a voler abolire la distinzione fra droghe 'leggere' e 'pesanti' sono tanti, per esempio Robin Murray, docente di psichiatria, secondo cui 25.000 dei 250.000 schizofrenici britannici avrebbero potuto non ammalarsi se non avessero usato la cannabis: "Il numero dei consumatori forse non aumenta ma quallo che consumano è molto più potente". E Neil McKeganey, dell'università di Glasgow, rincara: "La società ha sottovalutato gravemente la pericolosità della cannabis".
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