Gb. Mentre l'Onu ne dibatte, a Newcastle parte la ricerca
L'avvio dell'attivita' dei ricercatori del Centre for Life dell'universita' di Newcastle, guidati dalla professoressa Alison Murdoch e dal dottor Miodrag Stojkovic, coincide con la discussione alle Nazioni Unite circa la possibilita' di introdurre un divieto totale su ogni tipo di clonazione, sia quella riproduttiva che quella terapeutica.
Prima di procedere con le proprie ricerche, la professoressa Murdoch ha ottenuto l'assicurazione da parte del Governo che l'attivita' del Centre for Life potra' continuare qualunque sara' la decisione delle Nazioni Unite. "La Gran Bretagna non ratifichera' mai il divieto, anche se venisse approvato", ha detto. Emyr Jones, ambasciatore inglese alle Nazioni Unite, ha confermato in sede Onu come il suo Paese non firmera' ne' si riterra' vincolato da alcuna convenzione che comporti un bando totale.
Della stessa opinione e' anche l'autorevole Royal Society britannica, secondo la quale il divieto totale puo' essere introdotto nei Paesi i cui governi lo giudicano opportuno, ma che altre nazioni, tra cui la Gran Bretagna hanno gia' passato leggi che "consentono una clonazione strettamente controllata a fini terapeutici, e che allo stesso tempo vietano quella a fini riproduttivi".
Secondo le disposizioni dell'autorita' britannica per l'embriologia e la fecondazione umana (Hfea), gli embrioni dovranno essere distrutti dopo sei giorni dalla loro creazione, quando cioe' raggiungono lo stadio di blastocisti, il livello di sviluppo embrionale che precede il momento in cui l'embrione puo' essere impiantato nell'utero.
Queste ricerche hanno tuttavia incontrato la violenta opposizione dei gruppi antiabortisti, secondo i quali la clonazione di un embrione umano, sebbene per scopi terapeutici, implica la creazione e la successiva distruzione di una vita umana.
Secondo il professor Jack Scarisbrick, presidente nazionale del gruppo Life, che si oppone a queste sperimentazioni, la clonazione terapeutica, "richiede la produzione di un nuovo tipo di essere umano, generato senza i genitori nel senso normale della parola, con lo scopo specifico di distruggere quella vita una volta prelevate le cellule staminali. Si tratta della specie piu' spaventosa di manipolazione, di sfruttamento e di banalizzazione della vita umana".
Leon Kass, consigliere dell'amministrazione Bush in materia di bioetica ha dichiarato che la posizione britannica nei confronti della ricerca sulle cellule staminali e' errata e che "l'unico modo per fermare la clonazione a scopo riproduttivo e' fermare questo processo fin dall'inizio".
Prima di procedere con le proprie ricerche, la professoressa Murdoch ha ottenuto l'assicurazione da parte del Governo che l'attivita' del Centre for Life potra' continuare qualunque sara' la decisione delle Nazioni Unite. "La Gran Bretagna non ratifichera' mai il divieto, anche se venisse approvato", ha detto. Emyr Jones, ambasciatore inglese alle Nazioni Unite, ha confermato in sede Onu come il suo Paese non firmera' ne' si riterra' vincolato da alcuna convenzione che comporti un bando totale.
Della stessa opinione e' anche l'autorevole Royal Society britannica, secondo la quale il divieto totale puo' essere introdotto nei Paesi i cui governi lo giudicano opportuno, ma che altre nazioni, tra cui la Gran Bretagna hanno gia' passato leggi che "consentono una clonazione strettamente controllata a fini terapeutici, e che allo stesso tempo vietano quella a fini riproduttivi".
Secondo le disposizioni dell'autorita' britannica per l'embriologia e la fecondazione umana (Hfea), gli embrioni dovranno essere distrutti dopo sei giorni dalla loro creazione, quando cioe' raggiungono lo stadio di blastocisti, il livello di sviluppo embrionale che precede il momento in cui l'embrione puo' essere impiantato nell'utero.
Queste ricerche hanno tuttavia incontrato la violenta opposizione dei gruppi antiabortisti, secondo i quali la clonazione di un embrione umano, sebbene per scopi terapeutici, implica la creazione e la successiva distruzione di una vita umana.
Secondo il professor Jack Scarisbrick, presidente nazionale del gruppo Life, che si oppone a queste sperimentazioni, la clonazione terapeutica, "richiede la produzione di un nuovo tipo di essere umano, generato senza i genitori nel senso normale della parola, con lo scopo specifico di distruggere quella vita una volta prelevate le cellule staminali. Si tratta della specie piu' spaventosa di manipolazione, di sfruttamento e di banalizzazione della vita umana".
Leon Kass, consigliere dell'amministrazione Bush in materia di bioetica ha dichiarato che la posizione britannica nei confronti della ricerca sulle cellule staminali e' errata e che "l'unico modo per fermare la clonazione a scopo riproduttivo e' fermare questo processo fin dall'inizio".
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