Giovedì 4 giugno 2026
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Gb. Mick Jagger e le droghe... nel 1969

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Difendersi da un'accusa formulandone una piu' grande e' una tecnica che non paga. E infatti non funziono' quando nel 1969 Mick Jagger, leader dei Rolling Stone, si difese dall'accusa di possedere stupefacenti accusando a sua volta l'agente che l'aveva perquisito di avergli chiesto una bustarella per toglierlo dai guai.
Dal dossier sul caso Jagger, declassificato oggi dall'archivio britannico di Stato, e' venuto fuori che il cantante, pochi giorni dopo il raid della polizia che aveva trovato della cannabis nella sua casa di Chelsea, sporse denuncia contro uno di quegli agenti accusandolo di corruzione. Secondo Jagger, mentre la polizia perquisiva l'appartamento dove viveva con la cantante Marianne Faithfull, l'agente Robin Constable getto' sul pavimento un sacchetto semiaperto che conteneva apparentemente dell'eroina e disse alla sua squadra: "Possiamo anche smettere di cercare oltre, abbiamo gia' trovato quello che ci serve". Poi prese da parte il cantante e gli chiese 1000 sterline per risolvere tutto con un accordo tra gentiluomini.
Da quanto e' emerso dal dossier, nel processo per detenzione di stupefacenti che Jagger subi' nel 1969 in seguito a quella perquisizione, la difesa baso' la sua arringa su quell'accusa di corruzione ai danni del cantante. Ma la giuria non tenne conto dell'episodio e Jagger fu condannato a pagare una pena pecuniaria di 200 sterline per possesso di cannabis. Ma l'indagine sul comportamento poco professionale dell'agente Robin Constable fu comunque aperta e si concluse con un nulla di fatto essendo la versione del cantante da sola contro quella dell'agente. L'ispettore che si occupo' del caso, William Wilson, non dimostro' di dare molto credito alla parola di Mick Jagger, definendolo "un ragazzo intelligente, quando non invischiato nel mondo delle droghe". Meno valore ancora diede alla versione di Marianne Faithfull, all'epoca fidanzata di Jagger, considerata "totalmente inaffidabile".
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