Domenica 7 giugno 2026
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Gb. Mistero sulla morte di Rachel Whitear

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Le immagini del cadavere di Rachel Whitear, ventunenne inglese morta di overdose vicino ad una siringa usata, avevano fatto, nel maggio del 2000, il giro del mondo, e sono sicuramente tra le foto-simbolo della lotta alla droga.
Anche la storia era emblematica, una ragazza che proveniva da una famiglia "bene", con voti altissimi a scuola e che aveva iniziato a fare uso di eroina dopo che aveva cominciato a frequentare Luke Fitzerald, un ex tossicodipendente con precedenti penali. I due facevano uso di droga assieme, e la ragazza divenne presto dipendente dall'eroina. Il corpo della ragazza venne trovato tre giorni dopo che Rachel, che da mesi aveva trovato un nuovo alloggio, aveva detto a Luke che la loro relazione era finita.
Un'indagine della polizia sulla sua morte chiede adesso di riesumare il corpo. La ragazza potrebbe non essere morta di overdose, o almeno, non solo per causa dell'eroina. La polizia aveva trattato il caso come un normale caso di overdose, ma il medico legale che si e' occupato del caso, Richard van Oppen dice che, dato che non e' mai stata fatta nessun indagine prima della sepoltura, di una cosa soltanto e' certo: "che Rachel non e' morta di overdose". La quantita' di eroina trovata nel suo sangue era infatti troppo bassa, 0,05 microgrammi per millilitro, circa un terzo di quella che e' la dose letale.
Al momento della morte, la polizia aveva risposto a questa perizia, dicendo che, dato che la ragazza non aveva fatto uso di eroina da settimane, si era abbassata la "soglia di tolleranza", e percio' anche quella dose era bastata per ucciderla. Ma i genitori si chiedono perche' Rachel, che aveva trovato un nuovo lavoro, e che aveva smesso con l'eroina, avrebbe dovuto farne nuovamente uso.
La polizia aveva gia' arrestato Fitzgerald lo scorso agosto nell'ambito delle indagini sulla morte dell'ex compagna, ma lo aveva scarcerato per mancanza di prove.
La riesumazione si rende quindi necessaria, anche a distanza di quattro anni dalla morte, per verificare eventuali fratture o altri elementi che possano far riaprire il caso.
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