Gb. Piano per vaccinare i bambini contro droghe e fumo
Un programma di vaccinazione dei bambini contro la futura dipendenza da droghe e fumo e' allo studio del Governo britannico. Lo rivela il domenicale 'The Independent on Sunday', secondo il quale il vaccino entro due anni dovrebbe essere disponibile. Il ministero dell'Industria e Commercio ha attivato uno speciale progetto per utilizzare la scienza nella lotta contro le dipendenze ed il programma di vaccinazione e' appunto una delle proposte avanzate dagli esperti.L'idea e' quella di una vaccinazione obbligatoria come quelle che si fanno per morbillo, orecchioni e rosolia. I vaccini bloccherebbero la sensazione di euforia e di piacere associata al consumo di droghe ed al fumo, rendendo cosi' inutile il loro consumo. Tali vaccini sono ora nella fase finale della sperimentazione. Secondo le statistiche del Governo, il costo della tossicodipendenza -tenendo conto delle attivita' criminali ad essa associate e della relativa pressione sul sistema sanitario nazionale- ammonterebbe a 18 miliardi di euro all'anno. Il professor David Nutt, uno dei principali consiglieri del Governo in materia di droghe e capo del dipartimento di psicofarmacologia dell'universita' di Bristol, ha spiegato a Independent on Sunday che i "bambini dovrebbero essere vaccinati contro le droghe fin dalla nascita come nel caso del morbillo. La cocaina e' piu' pericolosa del morbillo. La tossicodipendenza ed il fumo sono tra le principali cause di morte prematura". Un vaccino contro la cocaina e' attualmente in fase di sperimentazione presso la societa' britannica di biotecnologia Xenova: il 58% dei volontari che l'hanno assunto sono riusciti a stare lontani dalla droga per i tre mesi successivi.
Un gruppo di scienziati dello Scripps Research Institute di San Diego ha invece creato un virus, non dannoso per gli esseri umani, che produce una proteina in grado di bloccare o ridurre gli effetti della cocaina. Il virus, che viene spruzzato nel naso, e' stato testato con ottimi risultati sui topi e potrebbe venire commercializzato sotto forma di spray nasale entro i prossimi due anni.
Gli esperti italiani accolgono con cautela ed una dose di scetticismo questa notizia. "Bisognerebbe capire su quali ricerche e studi si basa tale programma ma, al momento -ha affermato il responsabile dell'Osservatorio fumo, alcol e droghe dell'Istituto Superiore di Sanita', Piergiorgio Zuccaio- esprimo cautela e perplessita'. Un vaccino che vada bene contro tutti i tipi di droghe e' infatti qualcosa di estremamente difficile da ottenere. Se davvero un simile vaccino dovesse essere disponibile sul mercato entro due anni significherebbe che tutti gli studi clinici sono gia' stati effettuati; tuttavia, non vi sono evidenze di cio' o pubblicazioni in merito".
Della stessa opinione anche lo psichiatra esperto in farmaco-tossicodipendenze e responsabile dell'Unita' per i disturbi da uso di sostanze presso il Policlinico Gemelli di Roma, Luigi Janiri. Prima di ipotizzare infatti campagne di vaccinazione su larga scala, "bisognerebbe acquisire dati piu' certi sull'efficacia di tali vaccini, al momento soltanto allo studio". Ad oggi, cioe', mancano evidenze in tal senso, anche se gia' da anni e' ad esempio allo studio un vaccino contro la cocaina. Insomma, da "un punto di vista teorico la possibilita' di vaccinare gli individui contro le droghe pesanti rappresenta sicuramente una prospettiva interessante. Ma prima di poter arrivare alla vaccinazione vi sono molti altri passi da compiere, a partire dagli studi su larga scala per verificare l'efficacia clinica di simili vaccini. Sarebbero da coinvolgere solo i bambini a rischio, ed in questo caso si porrebbe il problema di come individuarli, o tutti i bambini, una prospettiva alquanto fantascientifica? In ogni caso l'arco di due anni per la messa a punto di un vaccino ad hoc contro droghe e fumo rappresenta a mio parere un tempo assolutamente insufficiente".
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