Gb. Primo morto per cannabis?
Secondo quanto ha riportato il quotidiano londinese "The Telegraph", ci sarebbe stata nella citta' di Summerhill la prima morte accertata per cannabis, "a pochi giorni dalla riclassificazione".La vittima, Lee Maisey sarebbe morta, per "intossicazione da cannabis". La quantita' di cannabis sarebbe stata di sei spinelli al giorno per undici anni.
Fin qui la "cronaca", perche' aggiungere che l'articolo del Telegraph sia un po' piu' fazioso del Tg4 in campagna elettorale e puzzi di speculazione politico-lobbistica lontano un chilometro e' abbastanza superfluo. Il giornale da' la parola a quattro personaggi: il prof. John Henry, tossicologo dell'Imperial College a Londra, che dice che "questo riapre la discussione sul fatto che la cannabis non ha mai ucciso nessuno", il Dott. Philip Guy dell'Universita' di Hull ("la cannabis non e' piu' l'allegra droga da hippy che era una volta"), Tristan Millington-Drake, che guida una comunita' di disintossicazione, "abbiamo sempre detto che la cannabis provoca dipendenza, non come questi spacciatori che affermano che non causa nessun danno", e, per finire in bellezza, il ministro-ombra all'Home Office, David Davis (vale a dire il "nemico" numero uno del ministro Blunkett, il maggior "sponsor" della riclassificazione) che, probabilmente saltando sulla sedia, afferma "questo porta alla luce quanto abbiamo sempre detto sugli effetti della cannabis. La gente, quando si svegliera' di fronte al fatto che la cannabis non e' una droga innocua? Riclassificandola, David Blunkett ha dimostrato di aver perso la guerra contro la droga. Secondo me, la nuova legge altro non e' che l'ammissione di un fallimento".
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