Gb. Proteine e staminali contro il Parkinson
Un team internazionale di scienziati e ricercatori, diretti dal dott. Clive Svendsen, professore di anatomia e neurologia all'University of Wisconsin, ed esperto per il "Stem Cell Research Program" del Waisman Center, sta portando avanti una sperimentazione clinica per la lotta al Parkinson con l'uso di cellule staminali. Lo studio e' stato condotto pero' in Gran Bretagna, presso l'Institute of Neurosciences.
In questa sperimentazione vengono infuse delle cellule direttamente nel cervello danneggiato dalla malattia, e dalle prime analisi sembra che i risultati siano promettenti. L'obbiettivo del trattamento e' di verificare la sicurezza e l'efficacia nella somministrazione di una proteina chiamata glial cell line-derived neurotrophic factor (GCNF), il cui effetto sugli animali inibisce la morte delle cellule del cervello produttrici di dopamina. La troppa concentrazione o mancanza di questa sostanza e' infatti un segnale del morbo di Parkinson.
Dai risultati e' emerso che il cervello dei pazienti, dopo l'iniezione, riusciva a controllare meglio la produzione di dopamina, permettendo una migliore attivita' ai muscoli, altrimenti colpiti da spasmi involontari. In chi ha ricevuto la GDNF infatti, e' stato registrato un aumento del 39% di abilita' dei muscoli, e un complessivo 61% di miglioramento nelle normali attivita' quotidiane. Inoltre non sono stati notati effetti collaterali.
Tuttavia, questo e' solo il primo livello della sperimentazione, ed e' quindi opportuno dimensionare i risultati con le speranze.
In questa sperimentazione vengono infuse delle cellule direttamente nel cervello danneggiato dalla malattia, e dalle prime analisi sembra che i risultati siano promettenti. L'obbiettivo del trattamento e' di verificare la sicurezza e l'efficacia nella somministrazione di una proteina chiamata glial cell line-derived neurotrophic factor (GCNF), il cui effetto sugli animali inibisce la morte delle cellule del cervello produttrici di dopamina. La troppa concentrazione o mancanza di questa sostanza e' infatti un segnale del morbo di Parkinson.
Dai risultati e' emerso che il cervello dei pazienti, dopo l'iniezione, riusciva a controllare meglio la produzione di dopamina, permettendo una migliore attivita' ai muscoli, altrimenti colpiti da spasmi involontari. In chi ha ricevuto la GDNF infatti, e' stato registrato un aumento del 39% di abilita' dei muscoli, e un complessivo 61% di miglioramento nelle normali attivita' quotidiane. Inoltre non sono stati notati effetti collaterali.
Tuttavia, questo e' solo il primo livello della sperimentazione, ed e' quindi opportuno dimensionare i risultati con le speranze.
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