Gb. Riforma della cannabis a partire dal 2004
Il Parlamento britannico ha votato per la "riclassificazione" della cannabis da droga di "fascia B" a droga di "fascia C", con gli stereodi e gli antidepressivi.La riforma dovrebbe allentare sensibilmente le pene per il semplice possesso (in Gran Bretagna si verificano 80.000 casi del genere l'anno), e la polizia dovrebbe limitarsi al sequestro della sostanza e ad un richiamo, riservandosi comunque il potere di arresto in alcune circostanze, come era gia' stato stabilito nelle loro linee guida del mese scorso.
La nuova legge dovrebbe entrare in vigore nel 2004, ed e' mirata soprattutto a razionalizzare l'uso delle forze dell'ordine e rivolgerle soprattutto contro le droghe di "fascia A": eroina e cocaina in testa, che sono quelle che "generano" la maggior parte della criminalita'.
La riforma, sponsorizzata dal titolare dell'Home Office, David Blunkett, ha attirato critiche su tutti i fronti, a cominciare da un sindacato di polizia, la Police Federation che la considera "un cattivo segnale rivolto ai giovani". I conservatori, per bocca del ministro-ombra dell'Interno Oliver Letwin hanno descritto il provvedimento come "liberalizzazione", accusando la maggioranza laburista di aver reso la cannabis "semi-legale".
Per Lesley King-Lewis, a capo di Action on Addiction, questo provvedimento non fara' altro che aumentare l'uso di cannabis che, secondo lei "porta alla tossicodipendenza in un caso su 10", ed inoltre, favorirebbe "il cancro alla bocca, alla lingua, all'esofago e ai polmoni, riduce la fertilita' e porta alle malattie mentali come depressione e schizofrenia".
Ma gli attacchi alla riforma del Governo provengono anche dal fronte antiproibizionista: per Danny Kushlick di Transform, una organizzazione no profit per la riforma delle leggi, continuano lo stesso ad esistere gli stessi problemi per la salute dei consumatori: "l'unico modo -dice- perche' i fumatori siano al corrente della potenza, della purita' e dei pericoli che corrono e' legalizzare la sostanza, regolando cosi' la produzione e la vendita".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti