Gb. Si apre dibattito sull'uso del velo da parte di donne musulmane
La presa di posizione di Jack Straw, influente deputato laburista ed ex ministro degli interni e degli esteri che due giorni fa si era detto contrario all'uso del velo da parte delle donne islamiche, sta creando un vespaio di polemiche e una lite all'interno del partito di Tony Blair e Gordon Brown.
Il vicepremier John Prescott ha cercato oggi di bloccare sul nascere la protesta della folta comunita' musulmana britannica che ha subito alzato la voce dopo le osservazioni forse incaute, ma sicuramente non offensive, dell'ex ministro. Prescott ha difeso a spada tratta il diritto delle donne musulmane a coprirsi il volto in quello che e' sembrato un intervento non estemporaneo ma un passo ben studiato a Downing street per arginare perdite di consenso nelle citta' e nei quartieri con elettorato laburista, tradizionale partito di riferimento degli immigrati islamici.
Sulla lite in casa laburista stanno ora capitalizzando i conservatori, il cui giovane e dinamico leader David Cameron ha centrato il discorso di chiusura al recente congresso dei tories proprio sulla necessita' di evitare la ghettizzazione degli islamici.
L'ex premier e delfino di Margaret Thatcher, John Major, pur riconoscendo la buona fede e il garbo delle argomentazioni di Straw, ha subito colto la palla al balzo per ribadire che il velo islamico e' un diritto delle donne musulmane sul quale 'noi non dobbiamo intervenire'.
La sensibilita' su tutto cio' che sfiora la tematica 'Islam' e' fortemente aumentata in Gran Bretagna dopo i lunghi mesi di riflessione seguiti alle stragi del 7/7 2005 nella capitale del Regno unito. Alla rabbia, non ancora sopita, di dover fare i conti con cellule dormienti di terroristi nei quartieri ormai noti come Londonistan, e' subentrata un'analisi piu' pacata sulle condizioni di vita degli islamici in Gran Bretagna e sulla loro cultura.
Quella del velo, ha detto oggi Prescott costituisce 'una differenza culturale' e 'se qualcuno si presenta nel mio collegio con un turbante in testa o degli occhiali scurissimi, certo non gli chiedo di toglierseli'.
Straw aveva detto che gli sarebbe piaciuto 'vedere il volto, capire l'espressione della gente con cui parlo' quando venerdi' si era augurato che le donne islamiche lasciassero a casa il velo. Ma, occorre ricordare, Straw aveva ripetutamente osservato che il suo era un auspicio e non l'ipotesi di un obbligo da far osservare con un'apposita legge.
Un particolare non da poco, tanto che alcuni esponenti della comunita' islamica britannica gli avevano espresso il loro appoggio, ma che i conservatori hanno voluto sfruttare in un momento in cui i sondaggi li vedono in vantaggio sui laburisti.
Laburisti che, per bocca di Prescott, sono oggi corsi subito ai ripari.
Il vicepremier John Prescott ha cercato oggi di bloccare sul nascere la protesta della folta comunita' musulmana britannica che ha subito alzato la voce dopo le osservazioni forse incaute, ma sicuramente non offensive, dell'ex ministro. Prescott ha difeso a spada tratta il diritto delle donne musulmane a coprirsi il volto in quello che e' sembrato un intervento non estemporaneo ma un passo ben studiato a Downing street per arginare perdite di consenso nelle citta' e nei quartieri con elettorato laburista, tradizionale partito di riferimento degli immigrati islamici.
Sulla lite in casa laburista stanno ora capitalizzando i conservatori, il cui giovane e dinamico leader David Cameron ha centrato il discorso di chiusura al recente congresso dei tories proprio sulla necessita' di evitare la ghettizzazione degli islamici.
L'ex premier e delfino di Margaret Thatcher, John Major, pur riconoscendo la buona fede e il garbo delle argomentazioni di Straw, ha subito colto la palla al balzo per ribadire che il velo islamico e' un diritto delle donne musulmane sul quale 'noi non dobbiamo intervenire'.
La sensibilita' su tutto cio' che sfiora la tematica 'Islam' e' fortemente aumentata in Gran Bretagna dopo i lunghi mesi di riflessione seguiti alle stragi del 7/7 2005 nella capitale del Regno unito. Alla rabbia, non ancora sopita, di dover fare i conti con cellule dormienti di terroristi nei quartieri ormai noti come Londonistan, e' subentrata un'analisi piu' pacata sulle condizioni di vita degli islamici in Gran Bretagna e sulla loro cultura.
Quella del velo, ha detto oggi Prescott costituisce 'una differenza culturale' e 'se qualcuno si presenta nel mio collegio con un turbante in testa o degli occhiali scurissimi, certo non gli chiedo di toglierseli'.
Straw aveva detto che gli sarebbe piaciuto 'vedere il volto, capire l'espressione della gente con cui parlo' quando venerdi' si era augurato che le donne islamiche lasciassero a casa il velo. Ma, occorre ricordare, Straw aveva ripetutamente osservato che il suo era un auspicio e non l'ipotesi di un obbligo da far osservare con un'apposita legge.
Un particolare non da poco, tanto che alcuni esponenti della comunita' islamica britannica gli avevano espresso il loro appoggio, ma che i conservatori hanno voluto sfruttare in un momento in cui i sondaggi li vedono in vantaggio sui laburisti.
Laburisti che, per bocca di Prescott, sono oggi corsi subito ai ripari.
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