Gb. Staminali per curare il fegato
Ricercatori britannici stanno testando una tecnica che prevede l'uso delle cellule staminali su cinque pazienti che soffrono di cirrosi, grave malattia del fegato. L'équipe dell'ospedale londinese di Hammersmith sta usando cellule staminali dei pazienti per generare nuovi tessuti nelle aree danneggiate. Obbiettivo: fermare la malattia, migliorando i meccanismi di recupero dello stesso organismo.
L'imprenditore John Jones e' uno dei cinque pazienti: "il rischio ne e' valso la pena e rifarei tutto di nuovo". Due ore dopo l'operazione spiega che non avrebbe mai voluto fare un trapianto e "passare il resto della vita" a prendere farmaci per evitare il rigetto degli organi.
I cinque ora sono tenuti sotto osservazione, mentre test in laboratorio indicano che il funzionamento del fegato puo' migliorare dopo l'impianto di cellule staminali. Erano test iniziali realizzati per verificare la sicurezza della procedura.
Il capo dipartimento di chirurgia del fegato dell'Hammersmith Hospital, Nagy Habib, si mostra ansioso per la seconda fase dei test, quando quantita' maggiori di staminali verranno iniettate in un maggior numero dei pazienti. "Io penso che sara' eccitante in caso funzioni perche' si stanno prelevando le cellule dallo stesso paziente, facendo si' che queste si comportino come una cellula del fegato e quindi ritornano al paziente per curarlo".
Piena di speranze anche Alison Rogers, direttrice esecutiva del British Liver Trust, fondazione che difende gli interessi delle persone con malattie al fegato. "Abbiamo visto che la tecnologia delle cellule staminali puo' fare tanto nella medicina in generale, che possiamo solo avere fiducia nel fatto che concretamente aiutera' nelle malattie del fegato, la questione e' solo quando la tecnica sara' disponibile nelle cliniche".
I morti per malattie del fegato, collegate ad un consumo eccessivo di alcol, sono raddoppiati in Gran Bretagna negli ultimi 10 anni.
L'imprenditore John Jones e' uno dei cinque pazienti: "il rischio ne e' valso la pena e rifarei tutto di nuovo". Due ore dopo l'operazione spiega che non avrebbe mai voluto fare un trapianto e "passare il resto della vita" a prendere farmaci per evitare il rigetto degli organi.
I cinque ora sono tenuti sotto osservazione, mentre test in laboratorio indicano che il funzionamento del fegato puo' migliorare dopo l'impianto di cellule staminali. Erano test iniziali realizzati per verificare la sicurezza della procedura.
Il capo dipartimento di chirurgia del fegato dell'Hammersmith Hospital, Nagy Habib, si mostra ansioso per la seconda fase dei test, quando quantita' maggiori di staminali verranno iniettate in un maggior numero dei pazienti. "Io penso che sara' eccitante in caso funzioni perche' si stanno prelevando le cellule dallo stesso paziente, facendo si' che queste si comportino come una cellula del fegato e quindi ritornano al paziente per curarlo".
Piena di speranze anche Alison Rogers, direttrice esecutiva del British Liver Trust, fondazione che difende gli interessi delle persone con malattie al fegato. "Abbiamo visto che la tecnologia delle cellule staminali puo' fare tanto nella medicina in generale, che possiamo solo avere fiducia nel fatto che concretamente aiutera' nelle malattie del fegato, la questione e' solo quando la tecnica sara' disponibile nelle cliniche".
I morti per malattie del fegato, collegate ad un consumo eccessivo di alcol, sono raddoppiati in Gran Bretagna negli ultimi 10 anni.
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