Gb. Sting: "ogni tanto fumo uno spinello"
Dopo Paul McCartney, che qualche settimana fa ha ammesso per la prima volta di aver fatto uso di droghe in gioventu', ora anche Sting, in un'intervista a Vanity Fair, ha confessato: "ho preso piu' droga io di molta piu' gente che adesso e' in clinica. Considero le numerose esperienze di droga che ho avuto molto utili. In generale credo che queste sostanze dovrebbero essere legalizzate. Non vivo da asceta: bevo vino e ogni tanto fumo uno spinello anche se negli ultimi tempi mi interessa sempre meno. Comunque non ho mai avuto il tipo di personalita' che diventa dipendente dalla droga. Posso bere vino e non mi ubriaco, fumare marijuana o farmi un acido e non vado fuori di testa".Per il musicista 53enne, "la droga vera sono le sigarette. Quelle si' che ammazzano. Se andassimo a guardare le statistiche, scopriremmo che muore molta piu' gente per il tabacco che per l'eroina".
La dichiarazione non e' ovviamente passata inosservata a uno degli integralisti di casa nostra, il parlamentare di An Michele Bonatesta, gia' noto per aver chiesto esplicitamente alla Rai di censurare tutti quegli artisti che non dichiarino che chi si fa uno spinello deve farsi venti anni di prigione. Secondo Bonatesta, "fanno piu' guasti le parole di Sting che mille spacciatori: i ragazzi ascoltano piu' un cantante che i genitori (certo onorevole, tutti si spararono in bocca il giorno in cui lo fece Kurt Cobain, e Yoko Ono e' a tutt'oggi la donna ideale di tutti quei "ragazzi" che un tempo ascoltavano i Beatles n.d.r.), vengono 'educati' piu' da uno Sting che dalla famiglia, dalla scuola, dalla Chiesa. E allora si puo' compiere ogni sforzo per lottare contro la droga e varare leggi che la combattano, ma tutto e' inutile e vano di fronte a una cultura che dice ai nostri figli che drogarsi e' accettabile, e' legittimo, e' lecito e, dunque, deve essere legale".
"Una riflessione serena e di buon senso, piu' utile di chi vuole moralizzare i costumi sociali ad ogni costo": lo afferma la deputata Verde Luana Zanella. La posizione di Sting e' "molto sobria e piu' utile di quella espressa dai falsi moralizzatori che predicano bene e razzolano male: senz'altro l'esempio di un personaggio come il cantante inglese e' importante e i giovani sanno valutare bene il suo messaggio, essendo meno scemi di quanto pensano molti bacchettoni pronti a reprimere indiscriminatamente l'uso di ogni droga".
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