Sabato 6 giugno 2026
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Gb. Tanti i cervelli italiani immigrati

U.E. - GRAN BRETAGNA
Notizia ·
Il Regno unito e' una delle mete preferite dai cittadini italiani ad elevata professionalita', come manager, ricercatori ed operai specializzati, che decidono di trasferirsi all'estero. Degli oltre 3 milioni di cittadini italiani emigrati, 145.241 mila si sono insediati in Gran Bretagna e rappresentano l'ottava comunita' in ordine di consistenza. I dati, forniti dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, rappresentano una sottostima del fenomeno perche' non tengono conto dei connazionali effettivamente all'estero, ma non confermati negli archivi, e di quanti si spostano senza effettuare, almeno inizialmente, la cancellazione anagrafica.
Piu' della meta' dei 145.000 connazionali emigrati proviene dal Meridione: un quinto del totale, circa 31.000, sono campani, seguiti da siciliani (19.000) e da lombardi e laziali (circa 13.000 ciascuno). Quasi un terzo degli italiani e' originario delle regioni settentrionali, e quasi un sesto delle regioni del Centro. I celibi e i nubili sono il 56%, le donne il 45%, i minorenni il 14%. I tre quarti della comunita' italiana d'Oltre Manica e' residente nella Gran Bretagna da oltre cinque anni, e ben il 55% lo e' da oltre 10 anni. Complessivamente, si tratta di 89.005 nuclei familiari con una media di 1,6 componenti per nucleo, residenti per lo piu' nella circoscrizione consolare di Londra (66%), seguita da Manchester (16%), Bedford (12%) ed Edimburgo (6%).
Inoltre, il Regno Unito ospita il 27% del totale dei manager italiani espatriati tra il 2003 e il 2005, nell'89% dei casi uomini di 30-38 anni, assorbendoli soprattutto nei settori del largo consumo (37%), della finanza (34%), del farmaceutico (11%) e dell'information technology (9%). Nella sola area londinese transitano circa 40.000 studenti italiani al di sotto dei 35 anni, al fine di migliorare la conoscenza della lingua inglese e, per molti di essi, la vacanza-studio si trasforma in emigrazione vera e propria. Gran parte dei laureati proviene dalle regioni del Nord (61,9%) ed in particolare da quelle del Nord-Ovest (40,9%).
Per don Domenico Locatelli, responsabile presso la Fondazione Migrantes dell'Ufficio per la Pastorale degli Italiani nel Mondo, "le peculiarita' della Gran Bretagna aiutano a entrare criticamente nel merito della configurazione del mercato occupazionale italiano, delle sue luci e delle sue ombre, che sono determinanti sia rispetto agli italiani che espatriano che agli immigrati venuti in Italia. L'emigrazione italiana, considerata da taluni una sorta di residuato della storia, spinge cosi' ad inquadrare con vedute piu' ampie le carenze e le prospettive del nostro paese".
I dati saranno discussi questo pomeriggio presso l'Istituto italiano di cultura a Londra nell'ambito del convegno 'Il punto sugli italiani nel mondo a partire dalla Gran Bretagna' organizzato dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con l'Ambasciata e il Consolato d'Italia.
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