Gb. Uomo incriminato per omicidio della moglie: "erano anni che chiedeva di morire"
Un uomo accusato di aver ucciso la moglie malata ha detto di essersi convinto ad aiutarla a morire dopo aver visto in televisione un documentario sull'eutanasia. Frank Lund, 58 anni, ha soffocato la moglie Patricia, 65 anni, con un cuscino ed una busta di plastica lo scorso settembre. Egli sostiene di non aver ucciso la moglie, ma semplicemente di averla aiutata come da lei richiesto.
Lund ha detto ad un giudice del tribunale di Liverpool che si era rifiutato ripetutamente di assisterla fino a quando non ha ceduto nell'agosto del 2006. Un commercialista in pensione, Lund ha detto alla giuria di essersi deciso dopo aver visto un programma televisivo in cui alcune persone famose dichiaravano di volere un aiuto a morire: "Era uno scenario ipotetico in cui tre persone conosciute parlavano di come si sarebbero aiutate reciprocamente a togliersi la vita con vari meccanismi, tra cui il soffocamento tramite una busta di plastica".
La decisione l'ha presa il 17 agosto dopo una "discussione tristissima" con la moglie, che gli ribadiva il suo diritto a scegliere. "Non so perche' ho cambiato idea. Forse per stanchezza, ma quelle parole mi hanno davvero convinto che lei avesse il diritto di scegliere. Sono andato a letto e la mattina seguente era tutto chiaro nella mia mente".
Ha detto di aver fatto un giuramento solenne alla compagna: l'avrebbe aiutata a morire con dignita', nel suo letto, quando lei voleva. Il 1 settembre e' arrivato il giorno in cui la moglie ha detto "oggi e' il momento. Voglio morire oggi".
Cosi' e' andato a comprare quasi cento pasticche di paracetamolo, mazzi di rose e cartoline di addio.
La moglie ha cosi' ingerito le pasticche ed ha cominciato a vomitare, ma si rifiutava di andare in ospedale. Cosi' Lund l'ha aiutata a morire con un cusciono ed un sacchetto di plastica.
La signora Lund soffriva di depressione incurabile ed aveva tentato gia' cinque volte di suicidarsi a partire dagli anni '70. Il processo continua.
Lund ha detto ad un giudice del tribunale di Liverpool che si era rifiutato ripetutamente di assisterla fino a quando non ha ceduto nell'agosto del 2006. Un commercialista in pensione, Lund ha detto alla giuria di essersi deciso dopo aver visto un programma televisivo in cui alcune persone famose dichiaravano di volere un aiuto a morire: "Era uno scenario ipotetico in cui tre persone conosciute parlavano di come si sarebbero aiutate reciprocamente a togliersi la vita con vari meccanismi, tra cui il soffocamento tramite una busta di plastica".
La decisione l'ha presa il 17 agosto dopo una "discussione tristissima" con la moglie, che gli ribadiva il suo diritto a scegliere. "Non so perche' ho cambiato idea. Forse per stanchezza, ma quelle parole mi hanno davvero convinto che lei avesse il diritto di scegliere. Sono andato a letto e la mattina seguente era tutto chiaro nella mia mente".
Ha detto di aver fatto un giuramento solenne alla compagna: l'avrebbe aiutata a morire con dignita', nel suo letto, quando lei voleva. Il 1 settembre e' arrivato il giorno in cui la moglie ha detto "oggi e' il momento. Voglio morire oggi".
Cosi' e' andato a comprare quasi cento pasticche di paracetamolo, mazzi di rose e cartoline di addio.
La moglie ha cosi' ingerito le pasticche ed ha cominciato a vomitare, ma si rifiutava di andare in ospedale. Cosi' Lund l'ha aiutata a morire con un cusciono ed un sacchetto di plastica.
La signora Lund soffriva di depressione incurabile ed aveva tentato gia' cinque volte di suicidarsi a partire dagli anni '70. Il processo continua.
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