Gb. Willem Buiter: liberalizzare tutte le droghe
Mentre il Governo britannico sta considerando di inasprire le pene per chi usa e spaccia cannabis, che verrebbe riclassificata passando di categoria dalle sostanza psicotrope leggere a quelle medie, una voce autorevole fa appello dalle colonne del quotidiano Financial Times alla liberalizzazione totale degli stupefacenti, 'In nome della liberta' e della sicurezza', come recita un vistoso titolo pubblicato nella pagina delle opinioni.L'economista e commentatore Willem Buiter scrive che 'l'unica eccezione alla legalizzazione dovrebbe riguardare sostanze il cui consumo inducesse comportamenti potenzialmente a rischio per altre persone oltre ai consumatori'. Consentire lo smercio della droga significherebbe anche il controllo della sua qualita' e purezza. Inoltre, gli stupefacenti verrebbero tassati, esattamente come avviene per l'alcol o il tabacco. Secondo Buiter, 'non spetta al governo proteggere persone adulte e capaci di intendere e di volere dalle conseguenze prevedibili del loro comportamento. Uno stato deve assumersi il compito di informare le persone che fossero male o insufficientemente informate dei rischi insiti nel fare uso di droga, nonche' di tutelare i minori o chi non e' in grado di decidere per proprio conto della propria vita', ma li' il suo compito deve cessare'. Un argomento pragmaticamente a favore della liberalizzazione degli stupefacenti, aggiunge Buiter, che e' professore alla 'London school of economics', e' che la loro criminalizzazione produce forti rendite illecite e non fa che favorire gli imprenditori-criminali nel ricorso a violenza, intimidazione, corruzione ed estorsione per non perdere e per incrementare i loro guadagni. Un altro argomento a favore della legalizzazione e' che l'eliminazione sistematica delle coltivazioni di papavero da oppio e di coca lascerebbe le popolazioni delle rispettive aree geografiche di diffusione prive di una importante fonte di reddito, dando piu' margine di manovra ai taleban in Afghanistan e, in Colombia, alle forze della guerriglia.
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