Genitori volevano che abortisse, ragazza di 15 anni si rivolge all'avvocato
Minorenne, si innamora di un operaio di origini albanesi poco piu' vecchio di lei e resta incinta. Contro il parere dei genitori, che la invitano ad abortire, da' alla luce un primo figlio che viene dato subito in adozione, ed ora, a distanza di pochi mesi, e' in attesa del secondo, che vuole con tutte le sue forze, tanto da rivolgersi ad un avvocato perche' sostenga le sue ragioni. E l'intervento mediatico di quest'ultimo risolve la situazione.
E' la storia -raccolta ieri dal Gazzettino- di una studentessa quindicenne che vive in provincia di Pordenone, in una famiglia apparentemente senza particolari problemi.
Tutto inizia -secondo il racconto dell'avvocato Laura Ferretti, cui la ragazzina si e' rivolta- un anno e mezzo fa, quando l'adolescente conosce e si innamora del giovane operaio.
'Dalla storia d'amore, indubbiamente con una certa leggerezza da parte di entrambi e' stato concepito un figlio, che e' nato l'estate scorsa'. Gia' in quella circostanza, i genitori della studentessa avevano chiesto alla figlia di interrompere immediatamente la gravidanza sia perche' preoccupati per la sua giovanissima eta', sia per l'estrazione sociale e la provenienza del ragazzo, ma alla fine, di fronte all'irremovibilita' della fanciulla, si erano arresi, pur pretendendo che il neonato fosse dato in adozione. Cosi' come poi e' accaduto.
'All'epoca, la ragazzina aveva ancora quattordici anni e per non far aprire un procedimento penale nei confronti del fidanzato (per atto sessuale con una quattordicenne) ne aveva nascosta l'identita', anche se si tratta della stessa persona con cui ora ha concepito un secondo bambino'. Bambino che anche questa volta, contro la volonta' dei genitori, lei vuole tenere. 'Credo in Dio e nei principi della Chiesa - ha detto la ragazza al legale - e quindi non voglio abortire. Voglio questo figlio. Non saprei sopportare il dolore di un altro allontanamento, ne' di un aborto'.
L'avvocato Ferretti adotta una sua strategia: prima attiva il giudice tutelare, per chiedere che non si proceda col volere dei genitori della sua assistita, e poi fa uscire sui giornali la vicenda, con il risultato che i genitori si sono riconosciuti e si sono resi conto dell'eccessiva severita' del trattamento che hanno riservato alla figlia, per cui dopo un aspro scontro, si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere sia il bambino sia la figlia nella loro abitazione. Sulla vicenda e' intervenuta in maniera lapidaria Vera Slepoj, psicologa e psicoterapeuta, sottolineando la grande 'immaturita' e incapacita' di valutare correttamente le conseguenze delle proprie azioni' della quindicenne e giudicando peraltro 'inquietante' anche il comportamento della famiglia che, dopo la prima gravidanza, non ha vigilato. Preoccupazione ha espresso Pasquale Andria, presidente del Tribunale per i minorenni di Potenza ed ex presidente dell'Associazione magistrati per i minori e la famiglia, mentre contro il comportamento dell'avvocato e' insorto l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Pordenone, Gianni Zanolin, che ha parlato di 'scarsissima professionalita' e nessuna coscienza civica' del legale per aver deciso di 'metter sul giornale la pietosa vicenda di una minore alle prese con una situazione cosi' delicata'.
LA LEGGE SULLLA MINORENNE E L'ABORTO - La legge 194 del 1978, che regola l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia, disciplina all'articolo 12 la materia dell'aborto quando l'Ivg interessa minorenni. La legge 194 stabilisce che la richiesta di interruzione della gravidanza e' fatta personalmente dalla donna, ma se minorenne per l'Ivg "e' richiesto l'assenso di chi esercita sulla donna stessa la potesta' o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potesta' o la tutela -recita la legge- oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5". Ovvero, dispone la legge, "esaminano con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignita' e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto".
A questo punto, la legge 194 all'art. 12 prevede che "entro sette giorni dalla richiesta" della donna venga disposta dal consultorio, dalla struttura socio-sanitaria o dal medico di fiducia "una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera".
Il giudice tutelare -si legge ancora all'art. 12- "entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volonta', delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, puo' autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza". Inoltre "qualora il medico accerti l'urgenza dell'intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potesta' o la tutela e senza adire il giudice tutelare, certifica l'esistenza delle condizioni che giustificano l'interruzione della gravidanza. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d'urgenza l'intervento e, se necessario, il ricovero".
COMMENTI
'Alla ragazza di Pordenone va tutto il mio sostegno, scelga e perseveri nella vita', cosi' il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volonte', si rivolge alla quindicenne che non vuole abortire, raccomandando che 'venga sostenuta dalle amministrazioni pubbliche e dal volontariato pro-life. I genitori siano tali, rispettino la scelta della figlia e la vita del nipote'.
'La vita di un bambino - sostiene volonte' - non e', come dice da 'Annozero' l'infanticida Bonino, una prostata operabile o un calcolo. C'è da stupirsi che Raidue consenta trasmissioni cosí inquietanti e incivili in prima serata'.
'I dati sul crescente numero di aborti tra le teen-agers italiane - conclude l'esponente dell'Udc - sono frutto della irresponsabile diseducazione alla quale contribuiscono campagne mass-mediatiche e ministeriali. Una vergogna tutta europea e italiana dove le giovani donne sono considerate libertine'.
Per l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Pordenone, Gianni Zanolin, 'l'unico caso 'sociale'' nella storia 'e' quello del legale, che ha deciso di mettere sul giornale la pietosa vicenda di una minore alle prese con una situazione cosi' delicata'.
'Mai, in nessun caso - secondo Zanolin - si devono coinvolgere questi soggetti deboli e indifesi in simili campagne di stampa. L'avvocato - ha aggiunto l'assessore - ha dimostrato scarsissima professionalita' e nessuna coscienza civica. Non c'era alcun motivo per dare la questione in pasto ai giornalisti, visto che la situazione era monitorata dai servizi sociali distrettuali e non gia' da quelli del nostro Comune, dal momento che il soggetto al centro del caso non abita nel capoluogo provinciale'.
Da quanto si e' appreso, la ragazzina risiede infatti in una cittadina dell'hinterland. 'E' una cosa inaudita - ha rincarato la dose l'amministratore comunale -: a che scopo si e' deciso di coinvolgere giornali e tv? Non trovo altra spiegazione se non il desiderio del legale di avere visibilita' a livello nazionale.
La questione dell'aborto - ha concluso Zanolin - forse sara' anche stata posta, ma da cio' che mi risulta era gia' ampiamente superata: restava in piedi unicamente l'opzione dell'adozione, esattamente com'era capitato l'anno scorso, quando la ragazzina, allora solo 14enne, diede alla luce il primo figlio e non ci fu alcuna costrizione a interrompere la gravidanza da parte dei genitori'.
'Fermo restando che il giudice tutelare dovra' valutare il miglior interesse della minore, se l'interesse sara' compatibile, come mi auguro, con la gravidanza, son disposto e prendo l'impegno ad aiutare la coppia economicamente ogni mese'. Cosi' il senatore della Lega Massimo Polledri candidato alla Camera in Emilia commenta il caso della 15enne che si e' rivolta ai giudici per non abortire.
'Se la difficolta' e' solo economica - sottolinea Polledri - non si puo' pensare di far fallire un progetto cosi' bello e importante come una nuova vita. Ribadisco dunque che sono disponibile ad aiutare l'operaio albanese e la minorennne italiana'.
'La volonta' della minore deve essere accolta, qualunque sia la sua decisione finale e ogni ripensamento dovra' essere valutato'. Cosi' Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale.
'Se la 'capacita' di agire si acquisisce a 18 anni la 'capacita' di discernimento' si acquisisce molto prima e a 14-15 anni un minore puo' decidere per se' stesso e deve essere informato delle procedure mediche'. La necessita' di acquisire il consenso dei genitori, aggiunge, 'non puo' essere in contrasto con i desideri e gli interessi del minore e non puo' comportare un obbligo di trattamento, ma solo un consenso dei genitori al trattamento'.
"Mi auguro che la vicenda di questa ragazza, già così provata dalla vita, venga affrontata, data la giovane età, con tutta la delicatezza del caso. E, insieme, mi auguro che prevalga la volontà di aiutarla e anche di sostenerla nel suo desiderio di essere madre". Così la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini.
E' la storia -raccolta ieri dal Gazzettino- di una studentessa quindicenne che vive in provincia di Pordenone, in una famiglia apparentemente senza particolari problemi.
Tutto inizia -secondo il racconto dell'avvocato Laura Ferretti, cui la ragazzina si e' rivolta- un anno e mezzo fa, quando l'adolescente conosce e si innamora del giovane operaio.
'Dalla storia d'amore, indubbiamente con una certa leggerezza da parte di entrambi e' stato concepito un figlio, che e' nato l'estate scorsa'. Gia' in quella circostanza, i genitori della studentessa avevano chiesto alla figlia di interrompere immediatamente la gravidanza sia perche' preoccupati per la sua giovanissima eta', sia per l'estrazione sociale e la provenienza del ragazzo, ma alla fine, di fronte all'irremovibilita' della fanciulla, si erano arresi, pur pretendendo che il neonato fosse dato in adozione. Cosi' come poi e' accaduto.
'All'epoca, la ragazzina aveva ancora quattordici anni e per non far aprire un procedimento penale nei confronti del fidanzato (per atto sessuale con una quattordicenne) ne aveva nascosta l'identita', anche se si tratta della stessa persona con cui ora ha concepito un secondo bambino'. Bambino che anche questa volta, contro la volonta' dei genitori, lei vuole tenere. 'Credo in Dio e nei principi della Chiesa - ha detto la ragazza al legale - e quindi non voglio abortire. Voglio questo figlio. Non saprei sopportare il dolore di un altro allontanamento, ne' di un aborto'.
L'avvocato Ferretti adotta una sua strategia: prima attiva il giudice tutelare, per chiedere che non si proceda col volere dei genitori della sua assistita, e poi fa uscire sui giornali la vicenda, con il risultato che i genitori si sono riconosciuti e si sono resi conto dell'eccessiva severita' del trattamento che hanno riservato alla figlia, per cui dopo un aspro scontro, si sono detti disponibili a tenere il bambino e ad accogliere sia il bambino sia la figlia nella loro abitazione. Sulla vicenda e' intervenuta in maniera lapidaria Vera Slepoj, psicologa e psicoterapeuta, sottolineando la grande 'immaturita' e incapacita' di valutare correttamente le conseguenze delle proprie azioni' della quindicenne e giudicando peraltro 'inquietante' anche il comportamento della famiglia che, dopo la prima gravidanza, non ha vigilato. Preoccupazione ha espresso Pasquale Andria, presidente del Tribunale per i minorenni di Potenza ed ex presidente dell'Associazione magistrati per i minori e la famiglia, mentre contro il comportamento dell'avvocato e' insorto l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Pordenone, Gianni Zanolin, che ha parlato di 'scarsissima professionalita' e nessuna coscienza civica' del legale per aver deciso di 'metter sul giornale la pietosa vicenda di una minore alle prese con una situazione cosi' delicata'.
LA LEGGE SULLLA MINORENNE E L'ABORTO - La legge 194 del 1978, che regola l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia, disciplina all'articolo 12 la materia dell'aborto quando l'Ivg interessa minorenni. La legge 194 stabilisce che la richiesta di interruzione della gravidanza e' fatta personalmente dalla donna, ma se minorenne per l'Ivg "e' richiesto l'assenso di chi esercita sulla donna stessa la potesta' o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potesta' o la tutela -recita la legge- oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5". Ovvero, dispone la legge, "esaminano con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignita' e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto".
A questo punto, la legge 194 all'art. 12 prevede che "entro sette giorni dalla richiesta" della donna venga disposta dal consultorio, dalla struttura socio-sanitaria o dal medico di fiducia "una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera".
Il giudice tutelare -si legge ancora all'art. 12- "entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volonta', delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, puo' autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza". Inoltre "qualora il medico accerti l'urgenza dell'intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potesta' o la tutela e senza adire il giudice tutelare, certifica l'esistenza delle condizioni che giustificano l'interruzione della gravidanza. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d'urgenza l'intervento e, se necessario, il ricovero".
COMMENTI
'Alla ragazza di Pordenone va tutto il mio sostegno, scelga e perseveri nella vita', cosi' il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volonte', si rivolge alla quindicenne che non vuole abortire, raccomandando che 'venga sostenuta dalle amministrazioni pubbliche e dal volontariato pro-life. I genitori siano tali, rispettino la scelta della figlia e la vita del nipote'.
'La vita di un bambino - sostiene volonte' - non e', come dice da 'Annozero' l'infanticida Bonino, una prostata operabile o un calcolo. C'è da stupirsi che Raidue consenta trasmissioni cosí inquietanti e incivili in prima serata'.
'I dati sul crescente numero di aborti tra le teen-agers italiane - conclude l'esponente dell'Udc - sono frutto della irresponsabile diseducazione alla quale contribuiscono campagne mass-mediatiche e ministeriali. Una vergogna tutta europea e italiana dove le giovani donne sono considerate libertine'.
Per l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Pordenone, Gianni Zanolin, 'l'unico caso 'sociale'' nella storia 'e' quello del legale, che ha deciso di mettere sul giornale la pietosa vicenda di una minore alle prese con una situazione cosi' delicata'.
'Mai, in nessun caso - secondo Zanolin - si devono coinvolgere questi soggetti deboli e indifesi in simili campagne di stampa. L'avvocato - ha aggiunto l'assessore - ha dimostrato scarsissima professionalita' e nessuna coscienza civica. Non c'era alcun motivo per dare la questione in pasto ai giornalisti, visto che la situazione era monitorata dai servizi sociali distrettuali e non gia' da quelli del nostro Comune, dal momento che il soggetto al centro del caso non abita nel capoluogo provinciale'.
Da quanto si e' appreso, la ragazzina risiede infatti in una cittadina dell'hinterland. 'E' una cosa inaudita - ha rincarato la dose l'amministratore comunale -: a che scopo si e' deciso di coinvolgere giornali e tv? Non trovo altra spiegazione se non il desiderio del legale di avere visibilita' a livello nazionale.
La questione dell'aborto - ha concluso Zanolin - forse sara' anche stata posta, ma da cio' che mi risulta era gia' ampiamente superata: restava in piedi unicamente l'opzione dell'adozione, esattamente com'era capitato l'anno scorso, quando la ragazzina, allora solo 14enne, diede alla luce il primo figlio e non ci fu alcuna costrizione a interrompere la gravidanza da parte dei genitori'.
'Fermo restando che il giudice tutelare dovra' valutare il miglior interesse della minore, se l'interesse sara' compatibile, come mi auguro, con la gravidanza, son disposto e prendo l'impegno ad aiutare la coppia economicamente ogni mese'. Cosi' il senatore della Lega Massimo Polledri candidato alla Camera in Emilia commenta il caso della 15enne che si e' rivolta ai giudici per non abortire.
'Se la difficolta' e' solo economica - sottolinea Polledri - non si puo' pensare di far fallire un progetto cosi' bello e importante come una nuova vita. Ribadisco dunque che sono disponibile ad aiutare l'operaio albanese e la minorennne italiana'.
'La volonta' della minore deve essere accolta, qualunque sia la sua decisione finale e ogni ripensamento dovra' essere valutato'. Cosi' Silvio Viale, ginecologo ed esponente radicale.
'Se la 'capacita' di agire si acquisisce a 18 anni la 'capacita' di discernimento' si acquisisce molto prima e a 14-15 anni un minore puo' decidere per se' stesso e deve essere informato delle procedure mediche'. La necessita' di acquisire il consenso dei genitori, aggiunge, 'non puo' essere in contrasto con i desideri e gli interessi del minore e non puo' comportare un obbligo di trattamento, ma solo un consenso dei genitori al trattamento'.
"Mi auguro che la vicenda di questa ragazza, già così provata dalla vita, venga affrontata, data la giovane età, con tutta la delicatezza del caso. E, insieme, mi auguro che prevalga la volontà di aiutarla e anche di sostenerla nel suo desiderio di essere madre". Così la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti