Gentiloni: la separazione della rete, non dara' a Telecom liberta' tariffaria
"In Europa ci sono due modelli. Quello inglese, con una netta separazione della rete, e la concorrenza che di per sé remunera gli investimenti, e quello tedesco dove lo Stato consente a Deutsche Telekom di gestire come vuole la rete per un certo numero di anni in cambio di investimenti. Noi in Italia cerchiamo una via intermedia: abbiamo bisogno di una rete autonoma che consenta il gioco della concorrenza, ma anche che gli investimenti vengano remunerati attraverso tariffe. È su questa impostazione che l'Authority lavora. Poi ci sono gli interventi pubblici...".
Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in un intervista a l'Espresso, delinea una 'terza via' italiana per la separazione funzionale della rete di trasmissione Telecom e la realizzazione di una nuova infrastruttura in fibra ottica capace di supportare lo sviluppo nei prossimi anni della banda larga.
"L'ipotesi è quella di una società distinta a cui conferire la rete. Ma questo non basta. Bisognerà trovare nuove regole di accesso dei diversi operatori alla rete separata. Telecom chiede la cancellazione totale delle asimmetrie (anche tariffarie)? È chiaramente una posizione negoziale: si arriverà a riformularle, mai a cancellarle".
"Per la rete di prossima generazione servono investimenti dell'ordine di almeno un miliardo l'anno per i prossimi anni. Sia Telecom che Fastweb sono in grado di farvi fronte, anche con altri operatori. Anzi, potrebbero cooperare, come è accaduto in Francia, per costruirla. Ma tutto dipende dal meccanismo regolatorio che garantirà la remunerazione dell'investimento".
Piu' difficile per il ministro pensare ad una societa' separata da Telecom che vada in Borsa per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione della rete di nuova generazione:"e'un'opzione sul tappeto. Ma è una soluzione che rischia di prolungare un'incertezza che dura da un anno e che una societarizzazione della rete con quotazione in Borsa prolungherebbe ancora. Adesso, con il closing della cessione di Olimpia, Telecom ha bisogno di stabilità".
Quanto all' intervento pubblico sopracitato dal ministro servira' "per il 12 per cento della popolazione non accede alla rete. Sono le zone "a fallimento di mercato": lì deve intervenire lo Stato, o la Regione, perché nessun operatore sarebbe disponibile a metterci i soldi. L'obiettivo del governo è di arrivare al 2011 offrendo l'accesso alla banda larga per tutti. Deve essere un nuovo servizio universale. Per questo a settembre metteremo in gara le frequenze Wimax, tre licenze per ogni area pluriregionale".
Infine l'ingresso di Telefonica nel capitale di controlo di Telecom e l'ipotesi di un'Opa per l'acquisto di tutta la societa' da parte degli spagnoli: "non mi sembra una prospettiva realistica. Penso che la dichiarazione di Allerta fosse una rassicurazione ai propri azionisti e ai mercati sull'importanza dell'investimento in Italia. Comunque non credo che il governo dovrebbe entrarci più di tanto".
Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in un intervista a l'Espresso, delinea una 'terza via' italiana per la separazione funzionale della rete di trasmissione Telecom e la realizzazione di una nuova infrastruttura in fibra ottica capace di supportare lo sviluppo nei prossimi anni della banda larga.
"L'ipotesi è quella di una società distinta a cui conferire la rete. Ma questo non basta. Bisognerà trovare nuove regole di accesso dei diversi operatori alla rete separata. Telecom chiede la cancellazione totale delle asimmetrie (anche tariffarie)? È chiaramente una posizione negoziale: si arriverà a riformularle, mai a cancellarle".
"Per la rete di prossima generazione servono investimenti dell'ordine di almeno un miliardo l'anno per i prossimi anni. Sia Telecom che Fastweb sono in grado di farvi fronte, anche con altri operatori. Anzi, potrebbero cooperare, come è accaduto in Francia, per costruirla. Ma tutto dipende dal meccanismo regolatorio che garantirà la remunerazione dell'investimento".
Piu' difficile per il ministro pensare ad una societa' separata da Telecom che vada in Borsa per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione della rete di nuova generazione:"e'un'opzione sul tappeto. Ma è una soluzione che rischia di prolungare un'incertezza che dura da un anno e che una societarizzazione della rete con quotazione in Borsa prolungherebbe ancora. Adesso, con il closing della cessione di Olimpia, Telecom ha bisogno di stabilità".
Quanto all' intervento pubblico sopracitato dal ministro servira' "per il 12 per cento della popolazione non accede alla rete. Sono le zone "a fallimento di mercato": lì deve intervenire lo Stato, o la Regione, perché nessun operatore sarebbe disponibile a metterci i soldi. L'obiettivo del governo è di arrivare al 2011 offrendo l'accesso alla banda larga per tutti. Deve essere un nuovo servizio universale. Per questo a settembre metteremo in gara le frequenze Wimax, tre licenze per ogni area pluriregionale".
Infine l'ingresso di Telefonica nel capitale di controlo di Telecom e l'ipotesi di un'Opa per l'acquisto di tutta la societa' da parte degli spagnoli: "non mi sembra una prospettiva realistica. Penso che la dichiarazione di Allerta fosse una rassicurazione ai propri azionisti e ai mercati sull'importanza dell'investimento in Italia. Comunque non credo che il governo dovrebbe entrarci più di tanto".
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