Domenica 7 giugno 2026
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Germania. Da mioblasti scheletrici nuova speranza contro tachicardia ventricolare

U.E. - GERMANIA
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Nuove speranze dal trapianto di cellule ingegnerizzate in cuori reduci da attacchi cardiaci. Uno studio realizzato su topi, che ha guadagnato le pagine della rivista Nature, mostra infatti che queste cellule sarebbero in grado di prevenire la tachicardia ventricolare, un tipo di aritmia cardiaca che rappresenta la principale causa di morte improvvisa nei pazienti sopravvissuti a un infarto.

In passato gli studiosi, alla ricerca di una strada in grado di contrastare questo problema, hanno tentato di trapiantare nel tessuto del cuore cellule di midollo osseo o altre note agli addetti ai lavori come mioblasti scheletrici. Obiettivo: riparare i danni provocati dall'infarto. Tuttavia questo approccio non ha soddisfatto i ricercatori, poiche' queste cellule non erano state in grado di dar vita a cellule propriamente cardiache. Cosi' Bernd Fleischmann e i suoi colleghi dell'universita' di Bonn, in Germania, hanno trapiantato con successo cardiomiociti embrionali riuscendo a ridurre la tachicardia ventricolare. E hanno visto che il fattore chiave che le rendeva cellule estremamente promettenti era una proteina denominata connessina 43. Da qui il lavoro di ingegneria genetica su mioblasti scheletrici, cellule di gran lunga piu' semplici da reperire rispetto alle embrionali. Esprimendo in queste cellule transgeniche la proteina chiave, i ricercatori hanno cosi' scoperto che queste erano altrettanto efficaci nel ristabilire la funzione cardiaca, prevenendo la temibile tachicardia ventricolare, vero big killer per i pazienti con un infarto alle spalle. Ed evitando cosi', mediante il ricorso all'ingegneria genetica, l'uso di staminali prelevate da embrioni.
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