Germania. Polemiche sull'uso del sangue cordonale
La terapia con cui e' stata curata una bambina affetta da leucemia, vale a dire con cellule staminali provienienti dal sangue del proprio cordone ombelicale, ha suscitato dibattito in Germania. Secondo Eberhard Lampeter, presidente della banca privata del cordone ombelicale di Lipsia Vita 34, questo risultato, il primo al mondo e descritto sulla rivista specializzata Pediatrics, dimostra che la trasfusione di cellule staminali da sangue cordonale e' un'opportunita' di cura molto promettente. Viceversa, la direttrice della Societa' di Pediatria Oncologica ed Ematologia, Ursula Creutzig, sostiene che il contributo del trapianto di cellule staminali nel trattamento delle leucemie e' difficile da stabilire; probabilmente la bambina poteva essere curata anche con un secondo ciclo di chemioterapia, senza questo particolare intervento. Riconosce pero' che il trapianto di sangue del cordone ombelicale e' un'opzione degna d'essere presa in considerazione.
Per i medici che hanno curato la bambina sarebbe opportuno sviluppare e migliorare i procedimenti che consentono l'impiego del sangue cordonale in forma piu' appropriata. La Societa' di Pediatria Oncologica e' invece contraria alla conservazione privata del cordone ombelicale e nega che sia una garanzia contro malattie future, che quasi nessuno sviluppa. Solo cinque bambini su centomila s'ammalano di leucemia e la maggior parte di essi puo' essere curata senza un trapianto di questo tipo, assicura Creutzig, che e' favorevole alle donazioni conservate nelle banche del sangue presso le cliniche universitarie, ad uso pubblico. La leucemia acuta e' il cancro piu' frequente nei minori. Se ne registrano circa 600 l'anno, l'80% dei quali sono leucemie acute di tipo ALL e il restante 15-20% di tipo AML. Nel primo caso i leucociti non si sviluppano bene e si moltiplicano in modo rapido ed incontrollato impedendo la produzione normale del sangue. Tutt'e due le forme di leucemia non colpiscono solo i bambini, ma possono svilupparsi anche tra gli adulti. Secondo la Societa' diretta dalla signora Creutzig, esistono metodi moderni di cura che garantiscono un risultato positivo nell'80% dei casi di leucemia ALL, e solo in pochi casi isolati si usa il trapianto di cellule staminali. Gli altri trattamenti consistono in una chemioterpia intensiva combinata con diversi medicinali da prendere per diversi mesi; la chemioterpia e' piu' intensa nella leucemia di tipo AML, il cui tasso di sopravvivenza e' attorno al 60%. Solo in casi eccezionali i bambini malati ricevono un trapianto di cellule staminali nel primo trattamento del tipo ALL -tra il 5% e il 6%. Una quota che aumenta se si verifica una ricaduta, ossia nel 25% circa dei malati di ALL e nel 30% dei malati di leucemia AML. In questo caso si calcola che il trattamento possa salvare il 30-40% dei pazienti. Se la ricaduta nei malati di ALL si limita al sistema nervoso centrale e non colpisce il midollo spinale, il metodo piu' incisivo e' una nuova chemioterapia onde evitare le conseguenze secondarie di un trapianto di cellule staminali.
Per i medici che hanno curato la bambina sarebbe opportuno sviluppare e migliorare i procedimenti che consentono l'impiego del sangue cordonale in forma piu' appropriata. La Societa' di Pediatria Oncologica e' invece contraria alla conservazione privata del cordone ombelicale e nega che sia una garanzia contro malattie future, che quasi nessuno sviluppa. Solo cinque bambini su centomila s'ammalano di leucemia e la maggior parte di essi puo' essere curata senza un trapianto di questo tipo, assicura Creutzig, che e' favorevole alle donazioni conservate nelle banche del sangue presso le cliniche universitarie, ad uso pubblico. La leucemia acuta e' il cancro piu' frequente nei minori. Se ne registrano circa 600 l'anno, l'80% dei quali sono leucemie acute di tipo ALL e il restante 15-20% di tipo AML. Nel primo caso i leucociti non si sviluppano bene e si moltiplicano in modo rapido ed incontrollato impedendo la produzione normale del sangue. Tutt'e due le forme di leucemia non colpiscono solo i bambini, ma possono svilupparsi anche tra gli adulti. Secondo la Societa' diretta dalla signora Creutzig, esistono metodi moderni di cura che garantiscono un risultato positivo nell'80% dei casi di leucemia ALL, e solo in pochi casi isolati si usa il trapianto di cellule staminali. Gli altri trattamenti consistono in una chemioterpia intensiva combinata con diversi medicinali da prendere per diversi mesi; la chemioterpia e' piu' intensa nella leucemia di tipo AML, il cui tasso di sopravvivenza e' attorno al 60%. Solo in casi eccezionali i bambini malati ricevono un trapianto di cellule staminali nel primo trattamento del tipo ALL -tra il 5% e il 6%. Una quota che aumenta se si verifica una ricaduta, ossia nel 25% circa dei malati di ALL e nel 30% dei malati di leucemia AML. In questo caso si calcola che il trattamento possa salvare il 30-40% dei pazienti. Se la ricaduta nei malati di ALL si limita al sistema nervoso centrale e non colpisce il midollo spinale, il metodo piu' incisivo e' una nuova chemioterapia onde evitare le conseguenze secondarie di un trapianto di cellule staminali.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti