Giovedì 11 giugno 2026
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Germania. Politici: qui il medico e' obbligato per legge a rispettare la volonta' del paziente

U.E. - GERMANIA
Notizia ·
Le polemiche sulla morte di Piergiorgio Welby hanno trovato una forte eco anche in Germania, dove, secondo i politici di ogni colore e per la stampa di indirizzo progressista e conservatore, il caso non si sarebbe mai posto. "In base alla nostra legislazione si sarebbe trattato di un caso per nulla problematico", ha dichiarato il deputato socialdemocratico Rene' Roespel alla progressista "Berliner Zeitung". Il parlamentare, gia' presidente della Commissione etica del Bundestag, ha precisato che in Germania un medico e' addirittura obbligato a sospendere ogni trattamento teso a prolungare la vita di un malato, se questi ne fa richiesta. Anche il suo collega di partito, Wolfgang Wodarg, medico, ha giudicato impensabile in Germania il caso politico creato intorno alla richiesta di Welby di porre un termine alle proprie sofferenze. "Se un paziente esprime in modo chiaro la sua volonta'" ha detto "il medico deve rispettarla". Considerazioni analoghe le ha espresse anche la parlamentare cristiano-democratica Julia Kloeckner, secondo la quale "gli italiani non hanno saputo distinguere (la situazione, ndr), per questo nel caso in questione hanno usato il falso concetto di 'omicidio'". La parlamentare, che fa parte del gruppo di lavoro "Patientenverfuegung" (testamento biologico) del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, ha anche affermato che in Germania "il caso Welby dara' un impulso al dibattito sul testamento biologico". 

Il vice presidente del Comitato nazionale di etica, Eckhard Nagel, lancia invece un invito per un uso piu' appropriato del linguaggio in casi analoghi a quello di Welby. "Concetti come quello di aiuto attivo, passivo o indiretto a morire sono fuorvianti", ha spiegato, poiche' piu' esatte sono definizioni come "morte su richiesta", "aiuto al suicidio" e "lasciar morire". Nagel ha tuttavia ribadito che in Germania le condizioni quadro per la morte dolce sono "sufficientemente regolate sul piano legislativo". In un editoriale dal titolo "Morte dolce all'italiana" il quotidiano conservatore "Die Welt" scrive che nello staccare la spina di Welby, l'anestesista Marco Riccio "ha agito correttamente sia dal punto di vista medico che da quello etico ed ha tenuto conto dell'espressa volonta' del paziente". Il giornale mette in evidenza che nelle condizioni in cui si trovava a vivere Welby "in Europa non e' stato praticamente mai contestato che la morte non debba essere impedita e questo vale anche per l'Italia e per la maggior parte dei rappresentanti cattolici".

Il giornale bacchetta poi i politici italiani di orientamento cattolico, quando sottolinea che "nella loro eccessiva preoccupazione per la protezione della vita i cattolici (italiani, ndr) hanno impedito che nella legislazione italiana venissero aperte prospettive per l'attuazione della volonta' di un paziente in una situazione incurabile". "Ma poiche' il parlamento e' inerte ed i politici cattolici hanno fatto muro, si e' arrivati a cio' che e' avvenuto. E' una cosa fatale per lo Stato di diritto e l'Italia deve trovare urgentemente una regolamentazione. A tal fine sia la Chiesa cattolica che gli esponenti ultraliberisti devono liberarsi dai loro vincoli ideologici". 

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