Germania. La ricerca sulle staminali vista globalmente
Considerare la ricerca con le cellule staminali una faccenda solo tedesca, come alcuni hanno preteso fare in passato, si e' rivelato un grosso errore. La ricerca e i suoi eventuali risultati si riflettono sulla biomedicina nazionale anche quando l'attivita' si svolge all'estero e, in ogni caso, le restrizioni imposte alla sperimentazione hanno in questo, cosi' come in altri campi scientifici, un effetto ritardante. Viceversa, i risultati interessano allo stesso modo sia gli studiosi tedeschi sia i loro colleghi stranieri. E' questa la ragione per cui le leggi nazionali non sono quasi mai riuscite ad impedire che la rete internazionale delle scoperte con le cellule staminali embrionali si infittisse e si strutturasse sempre meglio. Un fenomeno che Ruediger Wink dell'Universita' Ruhr di Bochum ha esplorato un anno fa in un Gruppo di Lavoro. In quel seminario, numerosi esperti -specialisti di politica scientifica, studiosi della comunicazione e sociologi- hanno discusso di transnazionalizzazione e delle difficolta' che i ricercatori tedeschi incontrano nella cooperazione e nel confronto con i loro colleghi di altri Paesi. Ne e' nata la pubblicazione Deutsche Stammzellpolitik im Zeitalter der Transnationalisierung, che si potrebbe tradurre con "La politica tedesca sulle cellule staminali nell'era della transnazionalizzazione".
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