Germania. Watson in difesa della scienza contro ogni moralismo
Ha parlato del Dna umano e di alcuni dei segreti della doppia elica. Ha poi difeso la laicita' della scienza e dell'indipendenza della ricerca, partendo da valutazioni fatte con il tono di un nonno. Ma soprattutto ha difeso pubblicamente la ricerca su embrioni, tacciando di inconcludenza i moralisti che vedono "scientismo" ovunque.
Lo scienziato e Premio Nobel James Watson, in una conferenza stampa tenutasi al Medical History Museum di Berlino non ha certo avuto remore nel dire la propria. E ci mancherebbe altro: dall'alto dei suoi 76 anni, e con la scoperta della molecola del Dna alle spalle, e' solo un uomo che ha da insegnare.
"Credo che ci sia una distorsione concettuale secondo la quale gli scienziati sono molto piu' interessati alla natura rispetto alla societa', e sono molto meno morali rispetto alle persone religiose", spiega. "Questa visione e' completamente sbagliata. Io non so quanto le cellule staminali miglioreranno la nostra vita e il nostro benessere fisico, ma dovremmo comunque dare agli scienziati la possibilita' di provarci". Sono passati piu' di 50 anni dal giorno in cui il suo genio e' diventato celebre, ma le conseguenze del suo lavoro continuano ad essere visibili sotto gli occhi di tutti: dal laboratorio di una compagnia al libro di scienze di uno scolaro. La speranza di Watson e' che ricercatori come Wilmut, Woo Suk, Murdoch e altri ottengano il loro posto nella storia e che vengano ricordati non solo come talenti ma benefattori.
Lo scienziato e Premio Nobel James Watson, in una conferenza stampa tenutasi al Medical History Museum di Berlino non ha certo avuto remore nel dire la propria. E ci mancherebbe altro: dall'alto dei suoi 76 anni, e con la scoperta della molecola del Dna alle spalle, e' solo un uomo che ha da insegnare.
"Credo che ci sia una distorsione concettuale secondo la quale gli scienziati sono molto piu' interessati alla natura rispetto alla societa', e sono molto meno morali rispetto alle persone religiose", spiega. "Questa visione e' completamente sbagliata. Io non so quanto le cellule staminali miglioreranno la nostra vita e il nostro benessere fisico, ma dovremmo comunque dare agli scienziati la possibilita' di provarci". Sono passati piu' di 50 anni dal giorno in cui il suo genio e' diventato celebre, ma le conseguenze del suo lavoro continuano ad essere visibili sotto gli occhi di tutti: dal laboratorio di una compagnia al libro di scienze di uno scolaro. La speranza di Watson e' che ricercatori come Wilmut, Woo Suk, Murdoch e altri ottengano il loro posto nella storia e che vengano ricordati non solo come talenti ma benefattori.
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