La gestione dell'olio di girasole adulterato
Autorizzando nuovamente le importazioni d'olio di girasole, la Commissione Europea mette un punto fermo a una lunga saga sanitaria.
In primavera, avvertita da uno dei suoi clienti britannici che aveva rilevato dell'olio minerale (simile a quello che si usa nei motori) nell'olio di girasole, la societa' Lesieur fa verificare la qualita' delle forniture ucraine, e il 9 aprile ne da' conto alle autorita' francesi. Il 25 aprile, Bruxelles lancia l'allerta. In Europa scorrono 60.000 tonnellate di olio di girasole mescolato con oli minerali in quote di 1.000-7.000 ppm (milligrammi per chilo). Le analisi condotte in vari laboratori mostrano la presenza di un'alta vischiosita' simile alla paraffina, ma non la natura esatta dell'idrocarburo. Le autorita' sanitarie ritengono che non vi siano rischi sanitari a lungo termine, tranne diarrea. Il 7 maggio, la Commissione abbassa il tasso consentito a 100 ppm, e chiede il ritiro dell'olio adulterato con tassi superiori. L'inchiesta ucraina non e' ancora conclusa, ma Bruxelles, che ha vietato le importazioni il 23 maggio, accetta la certificazione istituita dalle autorita' ucraine il 3 luglio.
In primavera, avvertita da uno dei suoi clienti britannici che aveva rilevato dell'olio minerale (simile a quello che si usa nei motori) nell'olio di girasole, la societa' Lesieur fa verificare la qualita' delle forniture ucraine, e il 9 aprile ne da' conto alle autorita' francesi. Il 25 aprile, Bruxelles lancia l'allerta. In Europa scorrono 60.000 tonnellate di olio di girasole mescolato con oli minerali in quote di 1.000-7.000 ppm (milligrammi per chilo). Le analisi condotte in vari laboratori mostrano la presenza di un'alta vischiosita' simile alla paraffina, ma non la natura esatta dell'idrocarburo. Le autorita' sanitarie ritengono che non vi siano rischi sanitari a lungo termine, tranne diarrea. Il 7 maggio, la Commissione abbassa il tasso consentito a 100 ppm, e chiede il ritiro dell'olio adulterato con tassi superiori. L'inchiesta ucraina non e' ancora conclusa, ma Bruxelles, che ha vietato le importazioni il 23 maggio, accetta la certificazione istituita dalle autorita' ucraine il 3 luglio.
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