Venerdì 5 giugno 2026
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Gheddafi: Berlusconi adatto a fare il leader della Libia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Se il popolo italiano me lo chiedesse ...io gli darei il potere annullando sicuramente i partiti e le elezioni'. Sogna ad occhi aperti o anticipa un progetto politico? Di certo stupisce il colonnello libico Muammar Gheddafi quando dal balcone del Campidoglio - luogo simbolo della millenaria storia capitolina declama che se dipendesse da lui esporterebbe in Italia, senza esitazioni, il modello della Jahamhrya dove regna da 40 anni un colonnello.
Alternativa valida al' 'partitismo' che non esita a definire 'l'aborto della democrazia'.
Protetto da un numero infinito di guardie del corpo e da un vetro antiproiettile, con vistosi occhiali scuri e due ombrellini bianchi per ripararlo dal sole, un elegante jalabia color tabacco e le braccia rivolte al cielo con le mani intrecciate in segno di vittoria. E' questo il Gheddafi che si e' affacciato sulla piazza del Marco Aurelio con al fianco il sindaco Gianni Alemanno, a tratti visibilmente in imbarazzo. Un personaggio, senza dubbio, che ieri non ha risparmiato nella sua seconda giornata romana ne' stravaganze ne' eccessi verbali.
Non solo con la 'lezione di democrazia' fuori programma impartita dal colonnello, ma anche per la proposta surreale rivolta al premier Silvio Berlusconi di presentarsi per diventare presidente del popolo libico.
Ad immortalarlo in ogni suo gesto c'era un'unica televisione, quella libica, l'unica alla quale il Campidoglio, su insistenti pressioni dell'ambasciata, ha consentito la diretta. In realta', dicono i bene informati, il colonnello avrebbe preferito un incontro con i romani, senza stampa intorno.
Era cominciata sotto il segno di una bordata contro l'America, 'terrorista' al pari di Bin Laden e colpevole di voler 'colonizzare l'intero globo' la seconda giornata di Gheddafi nella capitale. E' proseguita poi - tra ritardi sempre meno gestibili in una citta' tramortita da 48 ore di disagi - in una puntata all'Universita' tra studenti dell'Onda che lo fischiano accogliendolo con lanci di secchi di vernice rossa e curdi del Pkk che lo acclamano. Il punto piu' alto dello show si e' manifestato con una mini-sfilata delle body guard del colonnello sul palco della Sapienza. Quasi un video-clip, quello che il colonnello ha organizzato con un gesto della mano. A far scattare l'inatteso defile', una domanda di una studentessa sulla condizione delle donne in Libia. Un quesito cui il Leader ha risposto, sorridendo, chiamando con un gesto sul palco tre delle sue guardie del corpo: una in mimetica e due in divisa kaki, ma tutte con il berretto rosso, hanno sfilato davanti alla platea. Belle. Con un portamento da top model e per nulla marziale. E' stato uno dei momenti piu' apprezzati dagli studenti.
E pensare che alla vigilia del suo arrivo la storia della tenda beduina fatta montare nei giardini di Villa Pamphili gia' sembrava sufficiente come stranezza da annoverare tra i ricordi dell'evento. Ci si e' dovuti ricredere non appena Gheddafi e' apparso sulla scaletta dell'aereo che lo ha portato a Roma da Tripoli. Quella foto appuntata sul petto di un eroe senza tempo come 'il leone del deserto' arrestato dagli squadroni fascisti nel 1931, ha fatto in un batter d'occhio il giro del mondo.
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