Gianfranco Fini: no a leggi razziste. E sul biotestamento: le leggi le faccia il Parlamento, non la Chiesa
Gli applausi se li aspettava negli affondi alle 'posizioni discriminatorie, vagamente razziste' della Lega e nella difesa della laicita' dello Stato. Ma di due cose si e' stupito il presidente della Camera Gianfranco Fini, accolto dal popolo del Pd alla Festa al Porto Antico di Genova: il battimano sulla sentenza europea che ha assolto il carabinieri Placanica dalla morte di Carlo Giuliani. E poi che, tra le strette di mano, alla fine di quasi due ore di intervista, si facesse avanti il signor Gianfranco Fini, omonimo ma di dichiarata fede democratica.
Dopo il forfait dei ministri in polemica con gli organizzatori, Fini e' l'unico esponente di centrodestra, insieme al presidente del Senato Renato Schifani, a partecipare alla festa del Pd. Ma e' soprattutto con il presidente di Montecitorio che il Pd ha feeling dall'inizio della legislatura e per questo il suo arrivo a Genova e' atteso da una sala quasi piena. L'ex presidente del Senato Franco Marini fa gli onori di casa, cosciente che l'attualita' politica dara' un ruolo di primo piano alle parole di Fini, silente per tutta la pausa estiva. E il primo affondo arriva subito sul tema dell'immigrazione: 'E' positivo che la Lega abbia smentito la Padania sulla revisione del Concordato. Sull'immigrazione sono in ballo diritti universali e affrontare la questione sulla spinta emotiva e' un approccio parziale, miope e sbagliato'. Fini, che piu' tardi, parlando dei temi etici, ammettera' di 'non avere il dono della fede' si schiera con la Chiesa in difesa degli immigrati. 'La Chiesa lancia messaggi di carattere universale, non puo' essere piegata alla propaganda da comizio di periferia', attacca difendendo il diritto all'accoglienza e censurando 'posizioni xenofobe, discriminatorie e vagamente razziste'. Parole che suonano come presa di distanza dal Carroccio e come monito al Pdl che non puo' attuare 'politiche-fotocopia'. Anche perche' il problema della Lega e' 'guardare con lo specchietto retrovisore' alla societa' italiana e non accorgersi, sostiene il presidente della Camera riferendosi alla polemica sui dialetti, che 'il figlio di Balotelli parla in bresciano' e che i figli di pakistani vincitori degli europei di cricket 'sono orgogliosi di essere italiani'.
Per Fini l'Italia non e' piu' quella di vent'anni fa nella sua societa'. Ma anche nelle ideologie. Le 'gabbie ideologiche' tra destra e sinistra non esistono piu' e 'di una societa' tutta ideologica - sostiene l'ex leader di An - francamente non so che farmene'. Un proclama che spiega perche' Fini non trovi nulla di strano nel fatto che spesso le sue posizioni siano piu' vicine a quelle dell'opposizione che a quelle di maggioranza. Come, ancora, sul testamento biologico, che il presidente della Camera si impegna a modificare, la sua idea combacia con quella dei laici del Pd. 'La polemica laici-cattolici - sostiene quasi in tono di sfida - e' artefatta e chi lo fa inquina il dibattito. Non si tratta di fare crociate ma chi dice che sui temi della vita e della morte decide la Chiesa e non il Parlamento per me e' un clericale e io dico no'. Mentre il Pd anche sui temi eticamente sensibili fatica a trovare una bussola, il popolo democratico applaude il presidente della Camera. E lo apprezza anche quando, nella citta' del G8 delle violenze, saluta con 'felicita'' l'assoluzione da parte della Corte Europea del carabiniere che uccise Carlo Giuliani. 'Non me lo aspettavo, e' un bel segnale', ammette un po' stupito, lasciando il porto di Genova, con la mente rivolta allo scontro durissimo con la sinistra negli anni scorsi.
Dopo il forfait dei ministri in polemica con gli organizzatori, Fini e' l'unico esponente di centrodestra, insieme al presidente del Senato Renato Schifani, a partecipare alla festa del Pd. Ma e' soprattutto con il presidente di Montecitorio che il Pd ha feeling dall'inizio della legislatura e per questo il suo arrivo a Genova e' atteso da una sala quasi piena. L'ex presidente del Senato Franco Marini fa gli onori di casa, cosciente che l'attualita' politica dara' un ruolo di primo piano alle parole di Fini, silente per tutta la pausa estiva. E il primo affondo arriva subito sul tema dell'immigrazione: 'E' positivo che la Lega abbia smentito la Padania sulla revisione del Concordato. Sull'immigrazione sono in ballo diritti universali e affrontare la questione sulla spinta emotiva e' un approccio parziale, miope e sbagliato'. Fini, che piu' tardi, parlando dei temi etici, ammettera' di 'non avere il dono della fede' si schiera con la Chiesa in difesa degli immigrati. 'La Chiesa lancia messaggi di carattere universale, non puo' essere piegata alla propaganda da comizio di periferia', attacca difendendo il diritto all'accoglienza e censurando 'posizioni xenofobe, discriminatorie e vagamente razziste'. Parole che suonano come presa di distanza dal Carroccio e come monito al Pdl che non puo' attuare 'politiche-fotocopia'. Anche perche' il problema della Lega e' 'guardare con lo specchietto retrovisore' alla societa' italiana e non accorgersi, sostiene il presidente della Camera riferendosi alla polemica sui dialetti, che 'il figlio di Balotelli parla in bresciano' e che i figli di pakistani vincitori degli europei di cricket 'sono orgogliosi di essere italiani'.
Per Fini l'Italia non e' piu' quella di vent'anni fa nella sua societa'. Ma anche nelle ideologie. Le 'gabbie ideologiche' tra destra e sinistra non esistono piu' e 'di una societa' tutta ideologica - sostiene l'ex leader di An - francamente non so che farmene'. Un proclama che spiega perche' Fini non trovi nulla di strano nel fatto che spesso le sue posizioni siano piu' vicine a quelle dell'opposizione che a quelle di maggioranza. Come, ancora, sul testamento biologico, che il presidente della Camera si impegna a modificare, la sua idea combacia con quella dei laici del Pd. 'La polemica laici-cattolici - sostiene quasi in tono di sfida - e' artefatta e chi lo fa inquina il dibattito. Non si tratta di fare crociate ma chi dice che sui temi della vita e della morte decide la Chiesa e non il Parlamento per me e' un clericale e io dico no'. Mentre il Pd anche sui temi eticamente sensibili fatica a trovare una bussola, il popolo democratico applaude il presidente della Camera. E lo apprezza anche quando, nella citta' del G8 delle violenze, saluta con 'felicita'' l'assoluzione da parte della Corte Europea del carabiniere che uccise Carlo Giuliani. 'Non me lo aspettavo, e' un bel segnale', ammette un po' stupito, lasciando il porto di Genova, con la mente rivolta allo scontro durissimo con la sinistra negli anni scorsi.
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