Giappone. Clonazione per fare figli dopo il cancro?
I ricercatori del Gene Research Center (nella foto) presso la Gunma University, sono riusciti in un esperimento che in futuro potrebbe permettere di preservare la fertilita' delle donne sottoposte a chemioterapia prima del completo sviluppo sessuale. L'esperimento e' stato condotto nel topo. Gli ovari immaturi sono stati prelevati da dei feti femminili e da questi sono stati isolati gli ovociti immaturi, che sono stati tenuti in coltura per circa un mese. I nuclei degli ovociti immaturi sono stati quindi trasferiti all'interno di ovociti maturi, precedentemente privati del loro nucleo, che sono stati fecondati in vitro generando 64 embrioni che sono stati impiantati nell'utero di madri surrogate. Da questi 64 embrioni sono nati 16 topini, che sono cresciuti e si sono sviluppati normalmente ed hanno raggiunto l'eta' fertile. I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Nature, ed hanno immediatamente suscitato molto scalpore. Se da una parte la sperimentazione di questa tecnica nell'uomo, potrebbe consentire la maternita' alle bambine sottoposte a chemioterapia in una fase in cui i loro ovociti sono ancora immaturi e quindi non utilizzabili per la fecondazione in vitro, dall'altra non e' molto diversa dalle procedure utilizzate per la tanto discussa clonazione umana.
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