Giappone. Create nuove staminali embrionali: gratis per i ricercatori giapponesi
Un gruppo di ricercatori dell'Institute for Frontier Medical Sciences at Kyoto University ha annunciato di aver coltivato una nuova linea di cellule staminali embrionali.
L'istituto spera di poter distribuire gratuitamente le cellule ai vari centri di ricerca sparsi nel Paese entro il mese di ottobre. Il Giappone sta diventando un ottimo ambiente per il campo della medicina rigenerativa; la legislazione vigente permette un ampio margine di ricerca, e gli scienziati hanno una notevole preparazione e conoscenza della materia.
La coltivazione della nuova linea cellulare e' iniziata in gennaio, con una decina di ovociti congelati donati da coppie che si erano rivolte a cliniche per la fecondazione in vitro. Solo uno di questi ovociti ha raggiunto la fase di blastocisti, e da qui sono poi state estratte le cellule staminali successivamente coltivate.
La Kyoto University e' l'unico ente che ha l'autorizzazione in merito grazie al Ministero della Scienza e Tecnologia, e spera di poter proseguire i suoi studi anche con altri tipi di genoma, si' da produrre linee cellulari sufficienti a coprire la richiesta nel territorio.
Per Tetsuya Tateishi, presidente della Japanese Society for Regenerative Medicine, "i risultati ottenuti sono molto promettenti. C'e' da dire comunque, che se i progressi compiuti su topi e scimmie sono notevoli, nel campo umano c'e' ancora molto da imparare. Ad esempio ancora non conosciamo quali siano i segnali che inducono una cellula a differenziarsi in un tipo piuttosto che in un altro."
L'istituto spera di poter distribuire gratuitamente le cellule ai vari centri di ricerca sparsi nel Paese entro il mese di ottobre. Il Giappone sta diventando un ottimo ambiente per il campo della medicina rigenerativa; la legislazione vigente permette un ampio margine di ricerca, e gli scienziati hanno una notevole preparazione e conoscenza della materia.
La coltivazione della nuova linea cellulare e' iniziata in gennaio, con una decina di ovociti congelati donati da coppie che si erano rivolte a cliniche per la fecondazione in vitro. Solo uno di questi ovociti ha raggiunto la fase di blastocisti, e da qui sono poi state estratte le cellule staminali successivamente coltivate.
La Kyoto University e' l'unico ente che ha l'autorizzazione in merito grazie al Ministero della Scienza e Tecnologia, e spera di poter proseguire i suoi studi anche con altri tipi di genoma, si' da produrre linee cellulari sufficienti a coprire la richiesta nel territorio.
Per Tetsuya Tateishi, presidente della Japanese Society for Regenerative Medicine, "i risultati ottenuti sono molto promettenti. C'e' da dire comunque, che se i progressi compiuti su topi e scimmie sono notevoli, nel campo umano c'e' ancora molto da imparare. Ad esempio ancora non conosciamo quali siano i segnali che inducono una cellula a differenziarsi in un tipo piuttosto che in un altro."
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